Fondazione Zoé
Saper captare i segnali che riguardano la vita personale dei pazienti e che possono influenzare il trattamento medico non è cosa da tutti.

Solo i medici più attenti, e un po’ ‘detective’, riescono a farlo e a proporre delle terapie personalizzate che tengano conto di questi fattori. Ma è sempre possibile imparare, dicono i ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago, e bisogna farlo sin dai banchi dell’università.

Lo studio, pubblicato lo scorso settembre su Jama, ha coinvolto alcuni studenti di medicina al quarto anno, che sono stati divisi in due gruppi. Il primo gruppo ha seguito quattro brevi workshop che insegnavano a riconoscere i problemi dei pazienti a partire dai discorsi fatti durante le visite, e a tenerne conto al momento della prescrizione della cura. Il resto del campione, invece, non ha seguito alcun corso. I due gruppi sono stati poi messi a confronto mentre visitavano quattro pazienti, interpretati da attori professionisti. Mentre gli studenti facevano la diagnosi e decidevano la terapia, i ricercatori valutavano la loro capacità di rapportarsi al paziente, riconoscere determinate situazioni e di individualizzare le cure.

In un caso, per esempio, l’asma di un paziente andava peggiorando. “Può voler dire che ha bisogno di una più alta dose per l’inalazione”, ha spiegato Alan Schwartz, autore dello studio. “Ma se il paziente dice di aver perso il lavoro, può essere che non stia seguendo la terapia in modo appropriato perché non può permettersi la spesa del medicinale e aumentare il dosaggio non servirebbe a niente”. In questo caso il medico deve sapersi occupare degli aspetti collegati alla salute del paziente: deve chiedere se c’è un problema con l’assicurazione o con il pagamento dei trattamenti, e nel caso decidere se prescrivere un inalatore alternativo più economico. I workshop condotti durante l’esperimento, secondo la ricerca, si sono dimostrati utili allo scopo: gli studenti che avevano seguito i corsi hanno saputo riconoscere e trattare correttamente i pazienti con situazioni personali complicate molto meglio rispetto ai membri del gruppo di controllo.

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