Fondazione Zoé

Piccoli pensieri sulla felicità in tre atti. Ecco qui il primo…


prof. Carmelo Vigna

Il buon senso parla spesso di felicità. Se la nomina nelle situazioni più varie e persino strane, è perché non sa dove cercarla. Così almeno si consola col far finta d’averla trovata.

Immaginiamo la nostra felicità a misura del nostro desiderio. Se desideriamo cose piccole, ci contentiamo d’immaginare una piccola felicità; non così, se desideriamo grandi cose.

La condizione di felicità rende dimentichi del tempo. Diciamo infatti d’essere stati felici per breve tempo solo quando non siamo più felici. Perciò la felicità vuole eternità. L’ha sperimentata, almeno per una volta.

La felicità non dipende da ciò che uno possiede, anche se possiede un bene a lungo desiderato; dipende piuttosto dal modo in cui uno possiede ciò che possiede. Perciò si può essere felici sempre e si può non esserlo mai, indipendentemente dal fatto di possedere o non possedere certe cose.

Felicità possiamo trovare tanto nel dare quanto nel ricevere. Più difficile è trovare felicità nel ricevere, nonostante paia vero il contrario. Nel ricevere, infatti, mentre siamo gratificati, siamo anche ricondotti alla nostra condizione di indigenza; nel dare, mentre ci spogliamo di ciò che ci appartiene, siamo invece partecipi della signoria su ogni cosa.

 

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