Fondazione Zoé
Chiedo un’informazione a un signore per raggiungere un albergo di una città straniera.

“Alla rotatoria prenda la prima a destra e poi subito a sinistra”.
Ringrazio, eseguo e, dopo un lungo girovagare, mi ritrovo in aperta campagna.

Mentre torno mestamente sui miei passi penso come ciò che mi è successo rappresenti l’esempio più facile per capire come una cattiva informazione possa portarci fuori strada rendendoci spaesati, fuori posto, incerti e insicuri. In questo caso c’è stata probabilmente solo fretta o superficialità, non voglio neanche pensare che quel signore mi abbia dato un’indicazione volutamente sbagliata per un tornaconto che non esiste, forse ho addirittura capito male io!
Come avrei potuto evitare l’accaduto? Una semplice cartina stradale o un navigatore aggiornato mi avrebbero consentito di girare libero e sicuro in quella città.
Ma è sempre così facile difendersi dalle cattive informazioni? La deformazione professionale mi porta a chiedermi quante volte, spero poche, per una diagnosi errata, ho dato un’indicazione e quindi un’informazione non giusta ad un paziente. Quali saranno state le conseguenze, come avrà potuto difendersi? La risposta consolatoria è che comunque siamo sempre nel campo della buona fede.
 
Raggiunto finalmente il posto desiderato, seduto su una comoda poltrona, ho tutto il tempo per dedicarmi alla lettura dei giornali, un televisore acceso nelle vicinanze non disturba più di tanto, e qui comincio ad arrabbiarmi. Leggo, per esempio questa nota che proviene dalle Gerarchie Ecclesiastiche “ci giungono voci di comportamenti contrari al pubblico decoro, sentiamo parlare di stili di vita non compatibili con la sobrietà e la correttezza… mentre qualcuno si chiede se sia giusto mettere in atto strumenti di indagine così ingenti…”.
Verrebbe voglia di chiedere all’Autore di questa dichiarazione “insomma come la pensi? con chi stai?”. Ma non mi illudo, non ci sarà mai una risposta chiara. E’ possibile immaginare un’informazione più reticente e ambigua di questa, data solo per aumentare la confusione di chi avrebbe bisogno, proprio su certi argomenti, di sentire parole definitive e inequivocabili!? E invece anche quel cittadino si ritroverà in aperta campagna senza cartina e senza navigatore.
 
Passiamo alla pagina dove si parla di Sanità nella quale mi ritengo un esperto. Qui l’inganno, l’inghippo che si nasconde nelle pieghe della cattiva informazione non mi sfugge “Mirabolante scoperta scientifica che ci salverà da un numero imprecisato di malattie”. Leggendo accuratamente l’articolo, senza fermarmi al titolo e ai sottotitoli, solo alla fine trovo scritto che l’esperimento scientifico è stato effettuato su criceti bianchi e di piccola taglia e, per sapere se funzionerà anche sugli esseri umani, ci vorranno purtroppo ancora molti anni, nuovi studi e nuove ricerche. Segue, immancabile, la richiesta di fondi. Anche questa è cattiva informazione perché il lettore e, ciò che è più triste, il malato può essere attratto e illuso da quel titolo, non falso ma sicuramente fuorviante e ingannevole.
Leggo, accanto a questa, una notizia ancora più subdola: “In un grande Ospedale, di una grande città italiana (tutto deve essere grande per essere più credibile anche se l’aggiunta dell’aggettivo “italiana”, pone un freno alla speranza) si è trovato il modo di combattere e vincere il tumore del polmone. Grazie a una supertecnologia, super moderna è possibile bombardare e uccidere il tumore (i termini bellici sono sempre di sicura presa) senza arrecare danno ai tessuti circostanti”.
La notizia non è falsa, anche se non molto originale, ma manca di una piccola precisazione: la tecnica, pardon la supertecnica, è applicabile solo a tumori di piccole dimensioni laddove è stata esclusa ogni possibilità chirurgica e cioè, aggiungo io, quasi mai. Ma chi ha acquistato macchine tanto costose deve pur ammortizzarle nel più breve tempo possibile!
 
Mentre sono assorto in questi pensieri sento, dal vicino televisore, la voce stentorea e sicura del Ministro della Giustizia: “Il Presidente ha avuto un indiscutibile suffragio popolare in ben tre successive tornate elettorali e quindi risponde solo al popolo”.
Giusto – penso io – in Democrazia il popolo è sovrano!
Non è proprio così – scrive Barbara Spinelli – il popolo è sovrano ma nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle Leggi Vigenti. Leggi di fronte alla quale siamo tutti uguali.
E allora? Vuoi vedere che almeno in politica la conoscenza della Costituzione e della Legge rappresentano la cartina, il navigatore per orientarci nel vasto mare di un’informazione contraddittoria?

Per rilassarmi decido di passare alla pagina sportiva per leggere il resoconto della partita Roma-Juventus e qui posso consultare due giornali uno del Nord e uno del Centro (per chi non lo sapesse siamo l’unico paese al mondo a poter disporre  di 4 quotidiani sportivi nazionali!). Ho così il piacere di rivivere due partite totalmente differenti accomunate solo dal risultato finale che non può più essere manomesso. Il risultato è però bugiardo da una parte e ineccepibile dall’altra, il rigore sacrosanto diventa bieca simulazione, l’arbitro oculato e corretto si trasforma in incapace e corrotto (forse), il pubblico attento e competente è in realtà una massa di facinorosi.
La sudditanza  psicologica, le oscure manovre sotterranee, i poteri occulti presenti in egual misura da entrambe le parti. Informazione cattiva ma veniale, ognuno rimarrà della sua idea senza drammi. Il tifo può fare di questi scherzi.

Solo cattiva informazione dunque! No, anzi vi lascio con una notizia bellissima: acquistando tre tipi di yogurt potete ottenere: dal primo una linea eccellente con tanto di ventre piatto e pelle di pesca, dal secondo l’abbassamento del tasso di colesterolo in modo da prevenire ogni infarto, dal terzo un aumento delle difese immunitarie tale da proteggervi da ogni malattia.
Che volete di più dalla vita?
 

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