Fondazione Zoé

La salute viene dalla natura o dal progresso di scienza e tecnologia? Dove trovare il benessere?

Lo dobbiamo cercare nel ritorno ad equilibri naturali che riguardano l’insieme di corpo anima e relazioni affettive, oppure aspettare che la genetica, le nanotecnologie, e magari anche le tecniche di rilassamento e gli psicofarmaci siano in grado di dare risposta alle malattie e aiutarci a programmare meglio il nostro bios e la nostra psiche?

C’è una contraddizione di cultura tra una sorta di nostalgia di equilibri perduti e l’incerta speranza sulla scienza futura: a quale di queste due fate (o chimere) dobbiamo chiedere la felicità?
Eh sì, perché di fatto ormai il discorso sulla salute si confonde sempre più con quello della felicità, dell’ecologia, della non violenza, della tolleranza e dell’equilibrio fatto di armonia e giustizia…
L’unica cosa certa è che l’immaginario collettivo proprio non ne vuole sapere di accettare la sofferenza, il limite, la malattia e la morte come parti integranti della vita: anche se l’edonismo postmoderno sta abbandonando la sua presa, ci lascia in eredità questa sensazione del diritto alla felicità, qui ed ora, e l’amara sensazione che la malattia, la sofferenza, la morte siano un’ingiustizia.

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