Fondazione Zoé

La donazione del sangue, degli organi e l’assistenza sanitaria gratuita e universale: queste le reti nazionali sanitarie che hanno contribuito a unire il paese. Il bilancio del loro funzionamento, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, conferma come, nonostante la resistenza di differenze locali che penalizzano sempre il sud, il sistema nazionale della salute abbia contribuito a una “identita” unica, partendo proprio da uno dei temi sensibili per eccellenza, quello della salute.

Rete trapianti – Dopo il primo trapianto in Italia, effettuato con un rene nel 1966 al Policlinico di Roma, il nostro Paese ha via via iniziato a svolgere trapianti e raccogliere organi, ma sulla base di tre organizzazioni regionali: la Nitp (Nord Italia transplant program) nata nel 1976, l’Associazione interregionale trapianti nel 1989 e l’Organizzazione centrosud trapianti nel 1994, ognuna con le sue regole. Nel 1994 nasce la Consulta nazionale dei trapianti presso l’Istituto superiore di sanità, che inizia a raccogliere i dati, e nel 1999 viene istituito il Centro nazionale trapianti (Cnt), composto dai rappresentanti di tutte le regioni e dal ministero della Salute, che svolge su base nazionale funzioni di supporto, coordinamento e controllo.

Sangue – Circa un milione e seicento mila volontari federati Avis, Croce Rossa, Fidas e Fratres, migliaia di operatori sanitari tra medici, infermieri professionali e ausiliari, oltre 300 servizi trasfusionali, 21 Centri regionali di Medicina Trasfusionale, un Centro nazionale sangue e 4 milioni di trasfusioni: sono questi i numeri che raccontano lo sforzo fatto ogni giorno per raccogliere e controllare sangue, piastrine, ed emoderivati.

Ssn – Nel 1948 la Costituzione sancisce il diritto alla tutela della salute da parte dello Stato e nel 1968 nascono gli ospedali pubblici, di tre tipi: generali, provinciali e locali. Il 1978 è un anno cruciale: vengono emanate la legge 180, che chiude i manicomi, la legge 194 sull’aborto e la 833 che istituisce il Servizio sanitario nazionale, universalistico e solidale. Una vera svolta che consente a tutti i cittadini di poter essere curati gratuitamente, anche in regioni diversa dalla propria senza costi aggiuntivi. Nel 2001 la riforma costituzionale devolve alle regioni le competenze sulla sanità.

Fonte: Doctor news 16 mar 2011
 

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