Fondazione Zoé

La campagna elettorale sta ormai entrando nelle orecchie e nei discorsi di tutti noi.

E’ un momento particolare per il paese e bene o male ne siamo consapevoli, anche se non tutti abbiamo le idee chiare su cosa va fatto e su chi è il più adatto a farlo.
Ma, di tutti gli stimoli che questo grande rito democratico può offrire, vorrei qui richiamare l’attenzione su uno del tutto marginale e in realtà eccentrico. Avete notato come la “ri-discesa in campo” di Berlusconi abbia giovato al suo umore, alla sua vitalità e al suo aspetto fisico, vale a dire, in una parola alla sua “salute”?
Un uomo della sua età e con il logorio di una vita vissuta intensamente esprime, accollandosi quella che dovrebbe essere una “fatica” psicofisica pericolosa per il suo benessere, uno stato di euforia e di tonicità, di reattività e prontezza psicologica, molto positivo per la sua età.
Mi ricordo di avere ascoltato una intervista del suo medico del San Raffaele che rispondeva a una domanda di un giornalista – prima della ridiscesa – proprio sulla opportunità di accollarsi quella fatica: ebbene, quel medico (di cui mi sfugge il nome ora) diceva che anzi per uno come “lui” era invece benefico lottare, partecipare, insomma stare sulla scena.

Questo caso è dunque una ulteriore dimostrazione di un principio valido per tutti noi: stiamo meglio quando ci sentiamo attori e non spettatori, attivi e non passivi, in lotta per affermare la propria volontà anziché ritirati e rassegnati. E’ una legge psicofisica ben nota, ma che in questa strana occasione si impone nei media.
E, avrete notato, anche Bersani ha un’aria piena di salute…

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