Fondazione Zoé

Della Fine e dell’Inizio: un “luogo di senso” da cui dipendiamo radicalmente.

La nostra origine è nella coppia genitoriale, almeno in senso simbolico (con le nuove tecniche di inseminazione artificiale il quadro di natura tradizionale non funziona più di tanto…). Ma la coppia genitoriale simbolica è pure una origine “storica”. Anch’essa infatti ha avuto, a sua volta, una origine. Il mito adamitico è lì a dire, a modo appunto del mito, che si deve risalire necessariamente a una origine di natura diversa (trascendente) per venire a capo del problema. Di contro si para il darwinismo, oggi tornato di moda. Ma come teoria generale del senso, il darwinismo è poco più di un surrogato per sprovveduti. Una serie finita di generazioni non toglie, infatti, al finito la sua natura di finito. E il finito da solo non può stare. Sarebbe finito da niente, cioè sarebbe infinito (se niente finisce qualcosa, questo qualcosa è non-finito, cioè, appunto, infinito). Avremmo, allora, qualcosa che è finito e nel contempo infinito. Avremmo un’assurdità impensabile…
 

Un discorso simile vale per la nostra fine. Certo, ci son di quelli che dicono, come Sartre, che siamo destinati a… ingrassare i cavoli. Ma difficilmente un essere umano di fronte alla morte si accontenta di convinzioni di questo tipo. L’umanità ha sempre onorato i propri morti e in molte maniere ha inventato forme di vita nell’al di là, sin dai tempi più antichi. Forse sulla nostra sopravvivenza non ci sono argomenti assoluti (filosoficamente parlando) per pensarla come cosa necessaria. Né la tradizione cristiana, del resto, la predica in questo modo. La vita eterna è piuttosto un dono ricevuto dall’alto. Tutta la vita del nostro desiderio però prende senso solo se si guarda oltre la morte. Ricordavamo già la parola di Nietzsche sul desiderio umano: vuole eternità.
 
Riprendendo: all’origine, una situazione di “esser già lì”, che rimanda a Qualcuno non riconducibile a sua volta ai nodi della fragilità dell’esserci; in fine, una situazione di stabilità nella vita che non può che venire da un Signore della vita. All’origine e in fine, dunque, un “luogo di senso” su cui non possiamo mettere le mani a nostro piacimento, perché ne dipendiamo radicalmente.

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