Fondazione Zoé
E’ ormai abbastanza chiara la tendenza di molte persone a curarsi da sè… 


Questa tendenza è in aumento sia perché le istituzioni assistenziali e ospedaliere sono di più difficile e costoso accesso, sia perché i medici di famiglia sono sovraffollati, sia perché, soprattutto, la sensibilità ai propri disturbi (non certo le malattie vere e proprie) è qualcosa di molto soggettivo e personale.

Si sviluppa così un mercato assai promettente che va dall’erboristeria omeopatica alle sempre più ricche sezioni di farmaci da banco nelle farmacie, fino alla pletora di aggeggini in vendita televisiva che vanno dal materasso “che si aggiusta secondo le tue forme” alle macchinette con miracolosi massaggi per le articolazioni fino agli apparecchi per salire le scale o alle vasche con apertura comoda per gli anzian, senza dimenticare tutte le apparecchiature domestiche per il fitness (tapis roulant, cyclette…). E ora arrivano anche le applicazioni sugli smartphone che non solo aiutano a programmare la dieta o a monitorare i parametri glicemici e altro, ma anche, per esempio, sono in grado di segnalarti dove, vicino alla posizione in cui ti trovi, puoi comprare prodotti biologici o a km 0.

In buona sostanza presto potremo anche disporre di sensori che, attaccati al computer e con l’uso di programmi ad hoc, potranno darci dei “check-up” casalinghi…
Ancora una volta, l’esigenza economica di alleggerire i costi della salute pubblica si sposerà con il desiderio di personalizzare la cura di sé e tutti saremo felici…oppure no?

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