Fondazione Zoé
Parlare in questi giorni di vaccinazioni antiinfluenzali potrebbe sembrare fuori stagione: in realtà, l’argomento è legato all’etica, un aspetto valido tutto l’anno. L’etica della salute pubblica riguarda prevalentemente la prevenzione di possibili malattie aventi carattere epidemico e si occupa di come le decisioni individuali influiscano sulla collettività.

Nel caso specifico delle vaccinazioni, le azioni individuali sono interdipendenti poiché influenzano in modo diretto l’intera comunità. I contesti etici delle pandemie influenzali si basano sul rispetto di valori e principi come l’autonomia, la responsabilità, la trasparenza, la solidarietà e la giustizia sociale. Tuttavia, è limitato il numero di studi che esaminano la percezione da parte della popolazione di norme morali. Uno di questi studi, condotto in Canada – precisamente nel Quebec -, ha analizzato la sensibilità della popolazione a determinati principi etici che sono stati promossi dalle autorità sanitarie pubbliche durante una campagna di vaccinazione tenutasi qualche anno fa contro il virus dell’influenza A (H1N1). 
 
Otto mesi dopo la fine della campagna di vaccinazione, 100 abitanti della provincia francofona sono stati suddivisi in dieci gruppi di discussione per analizzare alcuni aspetti quali il livello di rispetto dimostrato dalle autorità sanitarie verso l’autonomia individuale, i limiti degli appelli alla solidarietà e infine la vaccinazione come dimostrazione di senso civico e di responsabilità sociale.
 
La popolazione ha riconosciuto un alto livello di responsabilità individuale verso i membri della famiglia e ha riferito di aver accettato di vaccinarsi per proteggere principalmente  bambini e genitori anziani. Il dovere civico e la solidarietà non erano stati sentiti come valori dominanti nella decisione di sottoporsi al vaccino: dovrebbero essere proprio questi, invece, i valori fondamentali che, rappresentando il centro di un’etica della salute pubblica, legittimano la vaccinazione di massa.
 
 

Fonte: Massè 2012. 

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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