Fondazione Zoé

Health psicology: per la promozione della prevenzione o per il risparmio delle cure?

Non so se lo sapete ma da qualche anno esiste una nuova branca della psicologia, detta “psicologia della salute”.
E’ un’area in veloce sviluppo, nata negli USA ma vigorosamente presente anche da noi. Benché si occupi anche degli aspetti legati alla malattia e alla terapia – per es. l’assistenza psicologica a personale medico, ai malati, alle famiglie, affiancandosi in particolare a patologie gravi come il cancro o a momenti di crisi – l’aspetto più interessante di questo recente sviluppo della psicologia è in realtà un altro.

La “health psychology” sta infatti rapidamente diventando fonte di ispirazione e di consulenza per le istituzioni e le amministrazioni per tutto quanto riguarda l’educazione dei cittadini a prendersi maggior cura della propria salute consentendo una reale sensibilità di prevenzione a situazioni più gravi. In realtà infatti il welfare non sta più riuscendo a gestire economicamente la cura dei cittadini (in nome della quale esigono cospicue tasse, peraltro) e cerca quindi di evitare di doversi accollare costi per le terapie spingendo i cittadini a evitare di diventare troppo grassi, ad avere troppo colesterolo, a fumare, a non tenersi in forma, a evitare l’AIDS, a evitare le droghe, a evitare il gioco, e anche evitare di diventare dipendenti dal consumo.

Tutte cose belle, ovviamente, e da approvare anche se rimane il sottile dubbio che tutto questo non sia frutto di un genuino interesse per la nostra salute, ma un modo per ridurre i costi statali nell’area dell’assistenza addossando il compito di “curarsi” ai singoli cittadini…caricandoli oltre tutto di sensi di colpa! 

 

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