Fondazione Zoé
 
L’abuso di alcol in tutte le sue forme è una piaga sociale da molto tempo irrisolta e ancora oggi rappresenta la terza causa di morte prevenibile, dopo l’uso di tabacco e il sovrappeso.
 
Il counselling può migliorare i risultati comportamentali negli adulti e  negli adolescenti, che hanno comportamenti a rischio. L’ identificazione precoce e la prevenzione sono le strategie più diffuse e si basano  su screening di massa affiancato da consulenza e supporto dall’assistenza sanitaria di base. Gli interventi comportamentali e di educazione vengono utilizzati per i pazienti di qualsiasi età che presentano un abuso di alcolici meno grave rispetto alla dipendenza. Questi interventi sono soprattutto volti a moderare il consumo di alcolici o a evitarli in certe occasioni (es. prima di guidare l’auto),  piuttosto che a insistere sulla completa astinenza. 

A un anno di distanza, l’impatto di tali interventi negli adulti si è evidenziato nella riduzione del numero di assunzioni di alcol per settimana (circa 4), nel minor numero di pazienti (12%)  che riportavano episodi di elevate assunzioni di alcol o nell’aumento del numero di pazienti (11%) che riuscivano a stare dentro i limiti di assunzione di alcol raccomandati. Anche negli adolescenti sono stati notati dei miglioramenti per quanto riguarda il consumo settimanale e gli episodi di elevato consumo.

Queste le conclusioni derivanti da un’estesa analisi della letteratura internazionale condotta di recente  negli USA dalla Task Force del Servizio Prevenzione.   

Il lavoro di revisione sistematica e di meta-analisi si è concentrato su studi randomizzati controllati della durata di almeno sei mesi, operati su adulti  o adolescenti con abuso di alcol identificato dallo screening. Sono stati inclusi nell’indagine 23 studi nei quali i risultati migliori sono stati riscontrati in conseguenza di brevi colloqui ripetuti (10-15 min), condotti principalmente dal medico di famiglia. 

Fonte: Jonas De, 2012. Approfondimenti: Annals of Internal Medicine 

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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