Fondazione Zoé

 

Secondo l’Osservatorio sui Diritti dei Minori, il bambino che guarda la TV per alcune ore al giorno vede almeno dieci casi di violenza. Già in passato, la violenza televisiva ha attirato l’attenzione dei ricercatori, i quali hanno evidenziato come i bambini in età prescolare tendano ad imitare tutti i comportamenti trasmessi dai programmi, sia quelli di tipo aggressivo sia quelli socialmente accettabili. Proprio perché i bambini imitano ciò che, nel bene e nel male, vedono alla televisione, è possibile influenzare i loro comportamenti e le loro abitudini intervenendo sui programmi che guardano. Il ruolo dei genitori nella gestione della programmazione e nel controllo è determinante.
Per la prima volta queste  osservazioni trovano conferma in uno studio di popolazione: infatti il dottor Dimitri A. Christakis, del Seattle Children Research Institute, ha condotto su questo argomento una ricerca con l’intento di ridurre l’aggressività, basandosi sulla selezione della  visione dei programmi televisivi.
Lo studio, randomizzato e controllato, prevedeva due gruppi: il gruppo di intervento basato su  una opportuna “dieta mediatica”, con un palinsesto predefinito che comprendeva solo trasmissioni consigliabili per i bambini, a sfondo didattico e pro sociale; il gruppo di controllo, invece, seguiva una dieta mediatica libera.
Sono stati coinvolti 565 genitori di bimbi di età compresa tra i 3 e i 5 anni.
I controlli venivano fatti dopo 6  e 12 mesi. Per la valutazione delle misure d’esito si è fatto ricorso alla scala Social Competence and Behavior Evaluation (SCBE), ovvero una modalità ben validata di misura che prevede sia un punteggio complessivo, sia punteggi su sottoinsiemi di comportamenti quali quelli più interiori (ansia, depressione, astinenza) o esteriori (rabbia, aggressività, ostilità). A sei mesi il punteggio complessivo era statisticamente migliorato. Anche a 12 mesi si notavano miglioramenti, sebbene non più statisticamente significativi per i comportamenti esteriori. L’analisi stratificata per genere e per reddito, ha evidenziato come i maschi  a  basso reddito dimostrano di trarre il maggior beneficio dalla dieta televisiva controllata.
A partire da questi risultati, si può concludere che la visione di programmi televisivi selezionati e adatti ai piccoli, evitando il più possibile l’esposizione a scene di violenza, determina un impatto positivo sul comportamento dei bambini.

Fonte: Christakis, 2013. Per approfondimenti

 

Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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