Fondazione Zoé

 

Nella società contemporanea l’importanza attribuita alla bellezza ha contribuito ad esasperare le attenzioni alla propria immagine corporea, secondo i canoni spesso irreali proposti dai media. Sempre più donne e uomini anche giovanissimi tendono a sottoporsi a diete restrittive per modificare il proprio aspetto determinando, in casi estremi, lo sviluppo di disturbi alimentari.
In quattro università statunitensi è stato di recente affrontato il problema dell’influenza dei media sulla genesi delle patologie alimentari attraverso una metaanalisi della letteratura pubblicata. Per condurre l’analisi sono stati identificati ben 33 studi. Il coordinatore del progetto, Heather Hausenblas, sottolinea come “diverse misure d’esito confermano la nostra ipotesi, già in precedenza avanzata dalla letteratura, secondo la quale l’esposizione alla rappresentazione mediatica di un fisico idealizzato aumenta depressione e rabbia e riduce l’autostima, fenomeni più marcati in particolare nei soggetti ad alto rischio di sviluppare disordini alimentari. I nostri risultati depongono per la necessità di un ulteriore impegno di ricerca, che consenta di approfondire gli effetti dell’esposizione a lungo termine a queste distorsioni mediatiche”.

Fonte:  Hausenblas HA, 2013. Per approfondimenti

 

Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter