Fondazione Zoé

Viaggio tra umanità e tecnologia” e “Vademecum per camici bianchi e non“. Due appuntamenti per indagare sulla relazione medico-paziente: il primo, una tavola rotonda, con l’obiettivo di mettere in luce il ruolo delle nuove tecnologie in questo delicato rapporto a due, il secondo, un recital, più diretto ad aprire una riflessione sul tema con l’insolito contributo del teatro. È quanto proposto dalla Fondazione Zoè, assieme ai molti altri eventi, all’interno della rassegna Vivere sani, Vivere bene che quest’anno ha come filo conduttore “La salute delle relazioni”. Nella medicina infatti, la relazione medico-paziente, nella quale entrano in gioco fiducia e stima reciproca, svolge un ruolo fondamentale e l’abilità del medico nel comunicare con il paziente rappresenta un aspetto determinante della sua competenza clinica.

 

L’indagine “Viaggio tra umanità e tecnologia” si apre giovedì 17 ottobre alle 18 a Palazzo Bonin Longare. Si porrà l’attenzione alle nuove risorse disponibili nel mondo sanitario. Perché se oggi la medicina ha a disposizione nuove applicazioni e nuovi programmi per ottimizzare il lavoro dei professionisti in diversi ambiti, anche da parte degli utenti del sistema sanitario è diventato sempre più frequente l’uso di internet e del web per comprendere la patologia ancor prima di intraprendere un percorso terapeutico. Date queste premesse, viene da chiedersi allora se le tecnologie vadano a discapito del paziente o invece lo favoriscano e se possa la relazione umana medico-paziente realmente incidere sulla salute in modo positivo. Ad affrontare queste tematiche saranno Mariapia Garavaglia, ex ministro della salute e presidente generale della Croce Rossa Italiana, Don Renzo Pegoraro, direttore scientifico della Fondazione Lanza, Michele Valente, Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Vicenza e il professor Francesco Sartori, ex direttore della Clinica di Chirurgia toracica nell’Azienda ospedaliera di Padova. Modererà l’incontro Claudio Ronco, direttore del reparto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale dell’Ulss 6.

Il secondo appuntamento si spinge nel cuore della relazione medico-paziente per chiedersi quale sia il lato umano della medicina proponendo una riflessione attorno al valore della persona, a partire dal rispetto della vita umana nel suo significato più profondo.
Su questi temi l’intensa narrazione a due voci “Vademecum per camici bianchi e non”, condotta da Giusi Venuti e Alessandro Bergonzoni in programma venerdì 18 ottobre alle 20.45 al Teatro Astra, ci immergerà nelle questioni della scienza medica del nostro tempo, che non sempre riesce a pensare in termini di relazione ma che, pure, della relazione dice di avere bisogno. La formula nuova attinge da un progetto di ricerca e formazione che ha come obiettivo quello di mantenere fortemente intrecciati ambiti che spesso si affrontano separatamente: la ricerca filosofica su temi di portata etica e il teatro, contribuendo a che si formino persone non solo competenti ed efficienti ma anche, e soprattutto, capaci di scegliere e di giudicare in modo opportuno, capaci di finalizzare le competenze acquisite e di dare pubblicamente conto e corpo alle scelte fatte.
Perché allora in questo preciso momento storico, la medicina può essere incapace di rapportarsi al proprio oggetto di studio: il paziente? I medici dovrebbero imparare a vedere in quell’oggetto qualcosa di più che un corpo da guarire o i pazienti dovrebbero evitare di ridurre l’opera del medico a mera prestazione funzionale alle proprie esigenze? Al balletto di parole e di voce dei due protagonisti il compito di far intravedere le possibili risposte che arriveranno anche attraverso il linguaggio poetico dell’arte. 

Segui il programma su www.viveresaniviverebene.it 

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter