Fondazione Zoé
Allo sviluppo delle capacità cognitive di un bambino concorrono diversi fattori, tra i quali, come dimostrato anche da recenti studi, ricopre un ruolo primario l’atteggiamento dei genitori e degli educatori, in termini di affettività e di attenzione. Ma c’è qualcos’altro, oltre al nutrimento e alle coccole, che influisce positivamente sui collegamenti tra le cellule cerebrali e sull’apprendimento dei più piccoli. Che cosa?

Scopriamolo con Sergio Della Sala, neurologo di fama internazionale, ospite di Zoé durante “Vivere sani, Vivere bene” assieme alla psicoterapeuta Daniela Lucangeli.


Un viaggio nel complesso rapporto tra cervello e apprendimento per capire come e quando intervenire per favorire la maturazione delle capacità di apprendimento dei nostri figli. Perché individuarli significa in molti casi evitare che i bambini crescano con il peso di supposizioni diagnostiche affrettate. Il tema è al centro degli studi del neuropsicologo che è anche autore di un recente testo sull’applicazione delle neuroscienze all’educazione. Grazie al suo lavoro, queste problematiche hanno conosciuto un particolare risalto, con contributi originali di ricerca sulle forme di intelligenza, sulla comprensione orale, sulle neuroscienze e sulla “digitalizzazione” del bambino.

Lo ha intervistato per noi la giornalista Cinzia Zuccon:

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