Fondazione Zoé
Sapere quale stile di comunicazione adottare quando si interagisce con i pazienti più difficili (ad esempio insistenti, sgarbati o addirittura ostili) è molto importante per i medici: può infatti aiutare a evitare reazioni di insoddisfazione e diffidenza. 
 
Studi passati avevano già evidenziato che i pazienti più ‘difficili’ sono particolarmente critici e reattivi verso lo stile di comunicazione del proprio medico. 
Per testare l’ipotesi che pazienti più ‘difficili’ possano reagire in maniera negativa, di fronte a uno stile di comunicazione poco cordiale da parte del medico fino a arrivare alla non aderenza della terapia, alcuni ricercatori delle Università di Oxford (Regno Unito), Neuchatel e Losanna (Svizzera), hanno preso in esame gli effetti della relazione che si crea tra diversi livelli di interazione comportamentale del medico (cordialità, amicizia, interesse e empatia) e la personalità dell’ assistito. 
 
Trentasei medici di medicina generale sono stati filmati mentre interagivano con un gruppo di pazienti di età diverse e con differenti problemi di salute. Dopo il colloquio, i pazienti hanno compilato questionari idonei a misurare il loro grado di soddisfazione e di fiducia verso l’operatore sanitario, la loro volontà di aderire al trattamento, e le loro caratteristiche personali,  mentre l’interazione comportamentale dei medici è stata codificata sulla base delle registrazioni video. Il genere e il comportamento del medico così come l’età, il genere e la gravità delle condizioni cliniche del malato sono state introdotte come variabili di controllo per l’ analisi.
I risultati hanno confermato l’ipotesi che i pazienti più ‘difficili’ reagiscono negativamente in termini di fiducia e soddisfazione quando il medico mostra meno empatia, senza però che questo influenzi l’aderenza al trattamento. Lo studio ha anche mostrato che la fiducia e la soddisfazione dei pazienti ‘difficili’ è sovrapponibile a quella dei pazienti ben disposti, quando lo stile di comunicazione del medico è più cordiale e amichevole.
 
Questo studio suggerisce perciò che i medici dovrebbero assumere un comportamento cordiale e amichevole con i pazienti più difficili perché la fiducia e soddisfazione di questi ultimi sono influenzati negativamente da uno stile di comunicazione freddo e distaccato.
 

Fonte:  Cousin, 2013. Per approfondimenti


 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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