Fondazione Zoé

La percezione del rischio gioca un ruolo centrale nei comportamenti a tutela della propria salute, in particolare quando si tratta di tumore. Spesso infatti le persone non sono realistiche rispetto alla probabilità di ammalarsi e tendono a sottovalutare i comportamenti poco sicuri per la propria salute.

Alcuni studiosi olandesi dell’Università di Maastricht suggeriscono di utilizzare una comunicazione di tipo narrativo per le informazioni sulla possibilità di sviluppare un tumore, sulla  base dei risultati di uno studio che ha preso in esame 233 donne olandesi, che usavano abitualmente i lettini abbronzanti, correndo il rischio di sviluppare cancro della pelle.  

Le partecipanti allo studio, suddivise in modo casuale, sono state assegnate a tre diverse condizioni sperimentali:

  • Il primo gruppo è stato sottoposto a un messaggio di tipo narrativo, caratterizzato dalla vivida e emotiva testimonianza personale di una giovane donna, che si è ammalata di cancro alla pelle utilizzando regolarmente lettini solari. La donna teneva molto al suo aspetto esteriore e, benché sapesse che i lettini solari potevano causare il cancro, aveva ritenuto questa probabilità molto bassa. 
  • Il secondo gruppo veniva esposto a un messaggio cognitivo non narrativo, con informazioni sui rischi di sviluppare cancro della pelle e la correlazione con l’uso dei lettini abbronzanti (ad esempio “non c’è più dubbio al riguardo: usare i lettini abbronzanti aumenta il rischio di sviluppare cancro della pelle”)
  • Il terzo messaggio affettivo non narrativo, identico al precedente ma con l’ uso di parole più emotive come ”i nostri timori sono del tutto giustificati: l’utilizzo di un lettino abbronzante aumenta la possibilità di ritrovarsi con un tumore della pelle”.

Alle partecipanti sono stati somministrati tre questionari, di cui due da compilare subito dopo l’esposizione ai tre tipi di messaggi: il primo per raccogliere i dati sensibili e avere informazioni pratiche sull’uso dei lettini negli ultimi 12 mesi, il secondo per misurare il grado di percezione del rischio, il livello di credibilità dei messaggi e la facilità di sviluppare l’immaginazione di ammalarsi di cancro. Il terzo questionario era somministrato a distanza di tre settimane per valutare nuovamente il livello di percezione del rischio. I risultati hanno mostrato che le donne che erano state esposte al messaggio di tipo narrativo immaginavano più facilmente il loro ammalarsi di cancro, avevano e conservavano una più elevata percezione del rischio di ammalarsi di cancro.

I ricercatori concludono che i loro risultati rafforzano il concetto che una comunicazione di tipo narrativo, per la capacità di generare una più facile immaginazione di ammalarsi e quindi una consapevolezza più realistica e duratura del rischio di incorrere nel cancro, sia da includere nei programmi di prevenzione del cancro.
 

Fonte:   Janseen, 2013. Per approfondimenti


 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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