Fondazione Zoé
Tutto il mondo ricorda Nelson Mandela (1918-2013) per la sua battaglia decennale contro ingiustizie e segregazione razziale (apartheid). Ma Mandela, come ricordato qualche giorno fa sull’ editoriale di The Lancet, è stato una  figura importante anche per promuovere il diritto alla salute: “La povertà va di pari passo con la malnutrizione e le malattie. L’incidenza di malnutrizione e carenze è molto alta tra gli africani. […] L’incidenza della  mortalità infantile è fra le più alte del mondo. Secondo la Medical Officer of Health of Pretoria, si stima che la tubercolosi uccide quaranta persone al giorno, quasi tutti africani e nel 1961 ci sono stati 58.491 nuovi casi segnalati. Queste malattie, mio Signore, distruggono non solo gli organi vitali del corpo, ma determinano condizioni mentali ritardate e mancanza di iniziativa, e riducono la capacità di concentrazione. Le conseguenze di tali condizioni influenzano l’intera comunità e la qualità del lavoro svolto dagli africani.”
 
Si è molto dedicato nella lotta per sconfiggere l’ AIDS (1992) non solo come problema sanitario, ma soprattutto come sfida al tessuto socio-economico della nostra società, identificando in particolare le donne come “le più seriamente colpite dal virus”. Nessuno potrà dimenticare il suo intervento a Durban nel 2000, dove il suo avvertimento sembra scrivere la storia: “L’AIDS è chiaramente un disastro, in grado di cancellare lo sviluppo dei decenni passati e sabotare il futuro”.
Mandela vedeva l’ AIDS come la lotta primaria per le nuove generazioni, una battaglia per difendere il continente africano e per ridurre lo stigma della malattia, riportando il suo significato alle evidenze scientifiche e non solo socialmente emotive. Mandela sapeva che l’impatto dell’ AIDS sull’ Africa era in realtà il segnale di una sfida più grande: quella della disuguaglianza economica, educativa e politica.

Il nome e il coraggio di Nelson Mandela continueranno a vivere come modello da perseguire nella lotta futura per la salute globale e l’uguaglianza.
 

Fonte:  The Lancet, Volume 382, Issue 9909, Page 1957, 14 December 2013


 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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