Fondazione Zoé
Una diagnosi quanto più possibile precoce è il primo e fondamentale passo per avviare un trattamento efficace al fine di limitare o attenuare l’evoluzione degenerativa della Sclerosi Sistemica che, a differenza di altre malattie del tessuto connettivo, spesso sfocia in un processo invalidante, provocando danni a diversi organi e compromettendo la qualità della vita di chi ne è colpito.
 
È quindi importante individuarne tempestivamente i primi sintomi e segnali, in particolare: presenza del Fenomeno di Raynaud, alterazioni nel sistema di vasi capillari delle mani ed eventualmente dei piedi, gonfiore delle dita, presenza di autoanticorpi ANA (Anticorpi Antinucleo).
 
Il Fenomeno di Raynaud è caratterizzato dal restringimento dei vasi sanguigni delle dita che, di conseguenza, ne riducono l’apporto di sangue e si manifesta con pallore, cianosi, arrossamento e diversi altri disturbi che interessano le funzionalità delle mani. Questo fenomeno è presente in diversi tipi di connettiviti che non hanno necessariamente prognosi particolarmente gravi; per accertare quindi l’eventuale presenza della Sclerosi Sistemica occorrono ulteriori esami, come la capillaroscopia che è considerata tecnica d’elezione per una diagnosi precoce della malattia.
Affidabile e non invasiva, la capillaroscopia è un esame che si effettua mediante osservazioni a livello microscopico sulla cute nell’intorno alle unghie, consentendo di rilevare particolari anomalie indicative di una possibile evoluzione verso la Sclerosi Sistemica come, per esempio, disordine architettonico, irregolare distribuzione o, addirittura, scomparsa dei capillari.
 
Un’altra caratteristica della malattie autoimmuni reumatiche come la Sclerosi Sistemica è la presenza nel sangue degli autoanticorpi ANA. Com’è noto, la funzione degli anticorpi prodotti da alcune cellule del sistema immunitario (linfociti B) è quella di riconoscere e neutralizzare agenti dannosi esterni che entrano in contatto con il corpo umano, come i virus e i batteri. In alcune condizioni, però, a causa di un’alterazione del meccanismo produttivo i linfociti generano degli autoanticorpi che vanno ad agire contro una o più sostanze dell’organismo stesso.
Gli ANA sono un particolare tipo di autoanticorpi la cui azione è diretta contro il nucleo delle cellule e che, nel caso della Sclerosi Sistemica, sono presenti nell’85-95% dei pazienti.
La ricerca di questi anticorpi, che si esegue con diversi test immunologici sul sangue, rappresenta dunque un altro strumento di notevole utilità per diagnosticare la Sclerosi Sistemica in una fase non ancora eccessivamente avanzata della malattia.
 
 

Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e la Onlus LEGA ITALIANA SCLEROSI SISTEMICA , che opera sul territorio nazionale per informare, sensibilizzare ed educare. E’ possibile ricevere materiale informativo sulla patologia ed un valido supporto e orientamento per  pazienti e  familiari.  
Per maggiori Informazioni: 02 89866586
Twitter @ScleroSistemica 
 

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