Fondazione Zoé

La ricerca di un nuovo benessere: perde la trasgressione e vince la salute.

La ricerca di salute, o meglio di benessere sia fisico che mentale che relazionale (una sorta di armonia interna ed esterna), sta rapidamente modificando un atteggiamento di fondo del recente passato che ci vedeva invece spinti alla ricerca del piacere eccitante, della trasgressione simpatica, dell’impulso da soddisfare. Magari spinti dalle mode e dal bisogno di non sentirsi tagliati fuori dal gruppo abbiamo attraversato un quindicennio in cui il “just do it” era la parola d’ordine di un’intera generazione.  

Le cose stanno però modificandosi, complice certo anche la recessione ma soprattutto a causa della serietà con cui oggi prendiamo la necessità di avere cura di noi. Abbandonati sempre più dall’assistenza pubblica da un lato, e dall’altro consapevoli che noi stessi siamo la cosa più importante (“io valgo – voi valete”), abbiamo imboccato necessariamente la via della prudenza, della cautela e della consapevolezza. Non rinunciando al piacere, ma modificando l’idea di piacere come eccesso e trasgressione a favore di una idea “etica” di piacere che finisce per coincidere con il benessere.

Nel mangiare, nel bere, nella ricerca di relax e di prevenzione, nella crescita del bio e della omeopatia, nella scelta di vacanze nei centri-benessere… traspare la ricerca di un nuovo orizzonte di piacere, più olistico, più consapevole, più in armonia con le esigenze psicofisiche e con il contesto. E anche un po’ meno soggetto alle pressioni superficiali della moda e della imitazione aspirazionale. La crisi ha accentuato queste sensibilità nuove: una buona cosa.

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