Fondazione Zoé
Si stima infatti una prevalenza clinica del 15-35%, anche se, nella maggioranza dei pazienti tali manifestazioni possono rimanere sub-cliniche. Gli individui che già presentano sintomi e segni di interessamento cardiaco dovrebbero effettuare un attento monitoraggio cardiologico per distinguere se si tratta di interessamento cardiaco primitivo o secondario a coinvolgimento polmonare o renale.

Ma quali sono i sintomi di interessamento cardiaco? In genere sono abbastanza variabili e spesso difficilmente differenziabili da sintomi legati ad altre complicanze della malattia, come l’interstiziopatia polmonare o l’ipertensione arteriosa polmonare, le alterazioni dell’esofago, la miosite e l’interessamento cutaneo della parete toracica. Inoltre nei pazienti più anziani l’interessamento cardiaco legato alla Sclerosi Sistemica può essere difficile da distinguere dalle manifestazioni legate all’aterosclerosi o all’ipertensione. 

Indubbiamente l’affaticamento e la respirazione difficoltosa (dispnea) sotto sforzo o a riposo sono i sintomi più frequenti, anche se possono essere legati a manifestazioni concomitanti come la fibrosi polmonare con o senza ipertensione polmonare, l’anemia, l’interessamento dell’apparato muscolo-scheletrico. 
Il dolore toracico è un altro sintomo lamentato dai pazienti, raramente indicativo di angina pectoris o infarto del miocardio, più frequentemente legato ad una pericardite. La presenza di dolore toracico atipico (ossia che non ha le caratteristiche del dolore di tipo ischemico) può essere associata a pericardite, reflusso gastro-esofageo, alterazioni muscolo-scheletriche della parete toracica. Altri sintomi comprendono le palpitazioni, tachicardia, vertigini fino all’evento raro sincopale, sintomi che possono essere correlati all’ interessamento del sistema nervoso autonomo cardiaco o a disordini del sistema di conduzione.
 
L’interessamento cardiaco in corso di Sclerosi Sistemica, quando diviene manifesto, è correlato ad un peggioramento della prognosi, è pertanto evidente la necessità di una diagnosi precoce per un appropriato e tempestivo trattamento. I pazienti dovrebbero essere incoraggiati ad una prima visita cardiologica e ad una serie di esami di semplice esecuzione che vanno ripetuti ad intervalli regolari durante il follow-up: l’elettrocardiogramma (ECG) e la radiografia del torace, che comunque hanno una bassa sensibilità diagnostica, soprattutto in fase precoce. 
Altro semplice test è quello dei 6 minuti di marcia che consente di quantificare lo sforzo fisico e la performance cardiaca.  In aggiunta a questi comuni esami è possibile effettuare indagini più specifiche che, anche se talvolta invasive,  consentono di identificare alterazioni cardiache anche in assenza di una chiara sintomatologia. 
 
 
 
 

Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e la Onlus LEGA ITALIANA SCLEROSI SISTEMICA , che opera sul territorio nazionale per informare, sensibilizzare ed educare. E’ possibile ricevere materiale informativo sulla patologia ed un valido supporto e orientamento per  pazienti e  familiari.  
Per maggiori Informazioni: 02 89866586
Twitter @ScleroSistemica 
 

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