Fondazione Zoé
Disastro naturale e disastro ambientale non sono concetti equivalenti: alcune azioni dell’uomo come il disboscamento selvaggio, gli incendi, la deviazione dei corsi d’acqua, la cementificazione degli argini di laghi e fiumi, l’incontrollata urbanizzazione e la speculazione edilizia possono, infatti, provocare un vero disastro ambientale.

In Italia secondo Legambiente negli ultimi dieci anni è raddoppiata l’area dei territori colpiti da alluvioni e frane, mentre il Ministero dell’Ambiente mostra che il 69% dei comuni italiani sorge in aree classificate a rischio idrogeologico sia di alluvioni sia di frane (dissesto misto). Tra le principali cause alla base dei recenti disastri ambientali rientra soprattutto la mancanza sul territorio di una manutenzione ordinaria per far fronte all’emergenza. 

Le inondazioni provocano numerosi disagi per la popolazione colpita e spesso la preoccupazione è rivolta più all’aspetto economico che all’entità dei danni sulla salute, data la difficoltà di quantificarne l’effetto non solo a breve, ma anche a lungo termine. Le conseguenze dirette sono i decessi per annegamento e i traumi che si verificano subito dopo l’evento.

Spesso i media danno dei valori incontrollati, che possono essere verificati solo attenendosi alle statistiche ufficiali di mortalità verificabili a distanza di anni e difficilmente ricollegabili alla situazione drammatica. È quindi molto complesso verificare anche i decessi per altre cause come l’insorgenza di patologie cardiovascolari, shock elettrico e ustioni. Oltre agli effetti sulla mortalità è possibile riscontrare un aumento di malattie gastrointestinali, disturbi mentali e da stress. I danni da ipotermia sono un problema evidenziato in particolare nei bambini e negli anziani rimasti a lungo in acqua durante l’alluvione. Non vanno trascurati gli effetti indiretti legati alla contaminazione microbica delle acque, che causano infezioni gastroenteriche oppure dermatiti, congiuntiviti e irritazione della gola, naso e orecchie se c’è un contatto diretto. Tra l’altro nelle abitazioni interessate si possono formare muffe o spore che se inalate inducono reazioni allergiche, asma o altri problemi respiratori. Aver vissuto un disastro ambientale, espone la popolazione a stress postraumatico sia in termine fisico sia psicologico come la perdita di familiari e di beni personali. Spesso la reazione individuale è anche legata alle condizioni di salute del singolo e al suo livello socioeconomico.

Sulla rivista scientifica “Recenti progressi in medicina” Paola Michelozzi e Francesca de’ Donato del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, sostengono che visti i numerosi disastri provocati dalle recenti alluvioni sul nostro Paese, adeguati interventi di prevenzione ed efficaci misure di allarme sono fondamentali per evitare che i danni per la salute aumentino nel futuro. Infatti, l’ultimo rapporto sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha confermato l’innalzamento globale delle temperature con aumento dell’intensità delle precipitazioni che porterà come conseguenza ad un maggior rischio di eventi “flash flood” (piene improvvise) e d’inondazioni.

Sono necessari interventi di prevenzione e nel contesto europeo il Public Health England rappresenta forse l’esempio più avanzato di attivazione di misure di “best practice” per ridurre i danni sulla salute proprio nelle aree più critiche. A livello di popolazione sono invece indispensabili attività di informazione e formazione dei cittadini su come difendersi in queste situazioni, ma anche l’informazione per aumentare la percezione del rischio nella popolazione e la consapevolezza della connessione tra uso dissennato delle risorse e salvaguardia dell’ambiente.

Nel nostro Paese sarebbe utile pianificare un programma di difesa sul territorio identificando strumenti e priorità d’intervento grazie anche a risorse economiche adeguate.

  

Fonte: P. Michelozzi, F. de’ Donato, 2014. Per approfondimenti

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter