Fondazione Zoé
Sempre più ricerche confermano la correlazione tra uno stile di vita sedentario e lo sviluppo di patologie metaboliche e cardiovascolari. Per questo sarebbe utile poter ridurre il tempo passato da seduti, ad esempio durante le ore di lavoro. Perfino il medico, da sempre impegnato per la salute dei pazienti, spesso trascura la propria. Il lavoro del medico di famiglia è poi particolarmente sedentario e si basa principalmente su appuntamenti condotti nel proprio studio.

Per contribuire a migliorare la salute sia per se stessi che per i pazienti, il medico inglese Mohammed Rashid suggerisce, sul British Medical Journal, che i medici potrebbero organizzare gli appuntamenti con i loro assistiti in modo diverso, a seconda delle patologie. Ad esempio, le visite legate a problemi di salute acuti potrebbero essere fatte stando in piedi, dando il segnale di voler intervenire rapidamente nel curare la malattia. Al contrario, le consultazioni da seduti potrebbero essere riservate ai pazienti con problemi psicologici e malattie croniche in modo da creare una maggior empatia con l’assistito.

Replica a questa posizione il medico inglese Martin Wilkinson, che in una lettera pubblicata sulla stessa rivista, riflette sul tema del “medico in piedi” riprendendo il libro di Daniel Kahneman “Thinking Fast and Slow” (2001) in cui la lentezza e la velocità del pensiero umano sono i protagonisti di una storia alla scoperta dei processi cognitivi della mente umana. Pensiero veloce e pensiero lento, impersonificati rispettivamente dai sistemi 1 e 2 rappresentano una metafora che aiuta a fare luce sulla mente umana:

1) il sistema 1 è intuitivo, impulsivo, associativo, automatico e inconscio
2) il sistema 2 è consapevole, lento, pigro, riflessivo, costoso in termini di energia, educabile ed educato
 

Basandosi sulle informazioni fornite da questo libro, Wilkinson afferma che il sistema 1 di pensiero è quello da associare all’errore medico. In paesi come la Cina, dove i tempi per l’assistenza primaria sono estremamente brevi, è comune stare in piedi durante le consultazioni e il pensiero di tipo 1 è incoraggiato, ma le pressioni che accompagnano questi appuntamenti brevi porta i medici a commettere molti errori. Secondo l’autore è quindi improbabile che i medici siano in grado di intraprendere il tipo 2 di pensiero offrendo delle visite condotte stando in piedi. Stare seduti e rilassati sarebbe invece più favorevole a questo tipo di elaborazione mentale, di per sè già particolarmente difficile nel rapporto medico-paziente. 
 
L’autore conclude che sarebbe triste se un giorno i medici iniziassero a fornire appuntamenti di soli due o tre minuti in piedi: i pazienti avrebbero poco da guadagnare e il rischio di commettere errori per il professionista aumenterebbe notevolmente. Visite più lunghe, condotte stando seduti sulla poltrona, mostrano alla persona assistita che il dottore ha tutto il tempo per occuparsi di lui e soprattutto che è concentrato ad ascoltarlo.
 

Fonte: Wilkinson, 2014. Per approfondimenti


 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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