Fondazione Zoé
A pochi giorni dalla fine dei mondiali di calcio ci si chiede quanto lo stress emotivo accumulato durante l’evento possa provocare effetti molto diversi sulla salute del tifoso. 
 
Le emozioni rappresentano una componente essenziale dell’essere umano e hanno conseguenze rilevanti su decisioni e azioni. Lo sport diventa un momento importante per esplorarne il processo psicologico durante un evento come gli ultimi mondiali di calcio, una sorta di terapia collettiva per influenzare positivamente la mente: eccitazione, rabbia, delusione possono migliorare l’autostima, la fiducia in se stessi.

Edward Hirt, psicologo presso l’Indiana Uiversity dedica molta della sua attività alla psicologia dei fandom, che ha le sue radici nell’identificazione in un gruppo, dove l’individuo diventa più forte perché può condividere le sue reazioni con gli altri. Svariate sono le ricerche che mostrano la diversa predisposizione dei fan rispetto a spettacoli di intrattenimento: i medical drama per esempio riescono a creare gruppi (community in Facebook) di appassionati che si scambiano sensazioni e commenti sui personaggi coinvolti nella trama, con una forte immedesimazione nei protagonisti.

L’evento sportivo appare essere più coinvolgente: il livello di esaltazione è maggiore perché la competizione appassiona e trascina il pubblico. La vittoria o la sconfitta della tua squadra mettono in gioco i sentimenti personali come successo e fallimento. Per un appassionato di calcio ogni goal segnato è motivo di esaltazione, stimolo, contro il dispiacere e l’abbattimento per un’eventuale sconfitta. Il tifo non è solo una rumorosa cornice all’evento sportivo, ma è ricco di significati personali, culturali e sociali. Riunirsi insieme per seguire eventi sportivi e rendere gli altri partecipi della propria passione fa bene psicologicamente e alla salute.
Nasce quel sentimento di aggregazione soprattutto nel seguire i mondiali di calcio, quel senso di appartenenza e condivisione di identità nazionale, elemento che nel tempo si è perso: lo sport si segue insieme alla famiglia, amici e altri fan, si socializza, si commenta si vive insieme un intenso piacere per la sconfitta degli avversari.
  

Non dobbiamo però dimenticare che esistono anche dei rischi per la salute come sottolineano diverse ricerche e inchieste. Secondo uno studio dell’Istituto di ricerca di biomedicina e di epidemiologia dello sport (Irmes) di Parigi, i tifosi durante i grandi eventi sportivi, in particolare per i mondiali di calcio sono a rischio salute. Il direttore Jean-François Toussaint in una sua intervista, pubblicata su un quotidiano lussemburghese, così si esprime “Il rischio principale è da ricercare nello stress emotivo che si accumula nel corso delle partite che riguardano la squadra del cuore”.

L’esperto francese aggiunge che il rischio diventa più elevato quando la propria squadra perde: aumento di problemi cardiaci, abuso di alcol, incidenti stradali, casi di depressione, stress psicofisico e conseguenti violenze domestiche ne sono un esempio. Tra l’altro sembra che assistere a una sconfitta porti qualche chilo in più, per un eccessivo consumo di cibi più calorici ricchi di grassi e zuccheri.
 
Il calcio, vissuto come squadra, possiede grandi potenzialità sulla psicologia del pubblico, una passione che trascina, esalta, abbatte e soprattutto un momento aggregante di identità nazionale per questo motivo è necessario che diventi anche un messaggio positivo perché “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Fonte: Hirt E.R., 2010 – Kwak D. H., 2011

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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