Fondazione Zoé
Il tema del rapporto tra medicina e new media è stato trattato più volte all’interno dell’Area Scientifica e spesso emerge quanto le potenzialità delle nuove tecnologie possano rivoluzionare il nostro modo di prenderci cura di noi stessi, pur mettendo in evidenza alcuni aspetti negativi non trascurabili.

La Repubblica – Benessere dedica un articolo al tema della salute 2.0, che viene definita come il futuro della medicina. L’autrice mette in evidenza due principali punti di vista sul tema della rivoluzione tecnologica che, in ambito medico, non riguarderà tanto la ricerca o la scoperta di nuove cure per malattie già note, quanto più la capacità di ottimizzare le risorse del sistema sanitario, mettendo a disposizione servizi personalizzati sulle esigenze di ciascun paziente. L’obiettivo nel futuro sarà quindi quello di rinforzare la prevenzione e mantenerci in salute, anche grazie a strumenti tecnologi quali app su smartphone o braccialetti elettronici da indossare, che registrano costantemente la pressione o i battiti cardiaci. Le eventuali anomalie verrebbero trasmesse immediatamente a un centro sanitario e l’intervento sarebbe tempestivo. 

In Italia e in molti altri paesi del mondo si è tuttavia ancora distanti da questo tipo di avanguardia tecnologica, eppure si è consapevoli che la figura del medico, così come quella del paziente (oggi molto più informato), sia in forte evoluzione, non solo per motivi legati allo sviluppo dei mezzi. Il medico è sempre meno un taumaturga e sempre più una guida che aiuta i pazienti a prendere delle decisioni, il che può essere un vantaggio secondo alcuni professionisti, che si sentono liberi di occuparsi di casi più urgenti o difficili, ma anche uno svantaggio, secondo altri, che denunciano l’eccessiva indipendenza del paziente e il pericolo della diagnosi o della cura fai-da-te.

Per l’articolo completo: “Il medico? È online. La chiamano Salute 2.0. È la rivoluzione nelle cure che può salvare i servizi sanitari dalla bancarotta”.
 

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