Fondazione Zoé

Educazione terapeutica: come può il farmacista aiutare il paziente nel percorso di cura?

Bisogna affrontare una nuova sfida. Quella di definire un’alleanza tra paziente, medico e farmacista. Per quest’ultimo è ormai necessaria una preparazione all’educazione terapeutica e all’instaurazione di una vera relazione con il paziente. Oggi, infatti, si riscontra una crescente domanda di partecipazione e consapevolezza che gli ammalati rivendicano nella scelta e nella gestione delle loro cure.
Diventa quindi fondamentale che il farmacista si allei con il paziente dialogando con lui, conoscendo il suo livello di conoscenza del suo stato di salute e quello di gestione delle proprie cure. Ma come?

Per esempio facendo delle domande che testino il livello di comprensione delle terapie, oppure provando a indagare sulla sua disposizione nel seguire una determinata terapia. L’obiettivo è creare un tipo di rapporto, diretto, chiaro, senza barriere. Il paziente non deve aver paura di porre domande mentre il farmacista deve svolgere un ruolo attivo nella consulenza. Martedì 14 ottobre alle 20.45 all’Ordine dei Farmacisti di Vicenza, Zoé ha organizzato l’incontro “Paziente e farmacista. La persona al centro della cura”, rivolto soprattutto agli operatori sanitari per la diffusione dell’educazione terapeutica. Il dottor Renzo Marcolongo*, immunologo dell’Università di Padova, impegnato nel settore dell’educazione terapeutica, e il dottor André Rieutord, responsabile della farmacia ospedaliera dell’Ospedale universitario Antoine Beclère a Clamart in Francia e consigliere dell’Associazione Europea dei Farmacisti Ospedalieri, hanno parlato del know how relativo all’educazione terapeutica, la sua importanza, come svilupparlo e soprattutto come applicarlo.
 
Una comunicazione aperta e chiara, oltre ad essere un ottimo tramite di informazioni, diventa anche uno strumento di collaborazione tra curanti e pazienti. L’educazione deve avere l’obiettivo di far conoscere la propria malattia, di gestire la terapia in modo competente e di prevenire le complicanze evitabili. Si tratta dunque di un’educazione che ha come fine l’empowerment sia dei pazienti che di chi li cura. 
 
 
*Di seguito il video in cui Renzo Marcolongo spiega l’educazione terapeutica:
 

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