Fondazione Zoé
Cosa succede quando si guida dopo aver assunto farmaci? 
Condividiamo con voi lettori dell’Area Scientifica di Zoé, l’inchiesta pubblicata sul numero di dicembre del mensile Quattroruote e realizzata in collaborazione con Humanitas e Polizia Stradale, per studiare dinamiche, controindicazioni ed effetti della guida sotto farmaci. 
 
Miorilassanti, sonniferi, antistaminici. Oltre dieci milioni di italiani assumono frequentemente farmaci che possono incidere negativamente sulla guida. Al tempo stesso, la complessità in materia del Codice della strada rende molto difficili i controlli, che sono così molto meno frequenti di quelli relativi alla guida in stato di ebbrezza. Per valutare gli effetti dei medicinali su chi si mette al volante, la rivista Quattroruote ha organizzato sulla propria pista di Vairano (PV) una giornata di test con guidatori volontari, in collaborazione con Humanitas e Polizia stradale.
 
Le prove si sono concentrate sulle tre categorie più diffuse tra i farmaci che presentano controindicazioni per la guida: i miorilassanti, utilizzati in genere per lenire i dolori muscolari, i sonniferi e gli antistaminici, cioè le medicine anti-allergiche. I partecipanti al test sono stati monitorati durante tutta la giornata (prima, durante e dopo l’assunzione del farmaco) dal dottor Antonio Voza, responsabile del Pronto soccorso di Humanitas. Il percorso allestito prevedeva passaggi obbligati e uno slalom tra i birilli, un muro d’acqua improvviso da evitare e un posteggio in retromarcia, oltre alla misurazione dei tempi di reazione a uno stimolo luminoso e un test di risposta a una app dedicata. Tutti e tre medicinali hanno avuto un impatto, più o meno marcato, sulle condizioni di guida. Vediamo come.  
 
L’assunzione del miorilassante (tizanidina 2 mg) comporta quasi immediatamente, per la guidatrice, la percezione di un senso di rallentamento nei movimenti e delle difficoltà di gestione del volante; la consapevolezza del proprio stato inducono la tester a essere più lenta e prudente, ma questo non le impedisce di abbattere, in tutto, tre birilli e di mettere in mostra tempi di reazione sensibilmente più alti.  
 
L’antistaminico (cetirizina 20 mg) induce nel driver un po’ di sonnolenza che lo porta a guidare più lentamente e a commettere un errore di guida nella prova di evitamento dell’ostacolo; a un secondo tentativo, i risultati migliorano, forse per effetto della maggiore conoscenza del percorso e del benefico effetto del medicinale sulla respirazione del conducente (una più efficace ossigenazione del sangue incide positivamente sui comportamenti). Restano, tuttavia, problematici il superamento dello slalom e la prova di parcheggio. 
 
I risultati peggiori sono, però, quelli conseguiti dal soggetto che, tre ore prima della prova (invece che le sette-otto consigliate) ha assunto un sonnifero (zolpidem 10 mg): le sue prime prove risultano disastrose, tra stragi di birilli abbattuti, tempi di reazione dilatati ed evidenti difficoltà di concentrazione. Con il passare del tempo, il guidatore si sente meglio, ma è una percezione che si rivela illusoria: dopo oltre cinque ore dall’assunzione del farmaco, il numero di birilli abbattuti è ancora elevato.
 
Dopo aver assunto questi farmaci, dunque, è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo in merito alla guida: il loro effetto sui riflessi più essere significativo, come ha dimostrato il test. Una prova con la quale Quattroruote e Humanitas hanno voluto attirare l’attenzione anche dei legislatori su un fenomeno trascurato ma ampiamente diffuso, per il quale non esistono ancora strumenti di prevenzione e controllo adeguati.
 

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