Fondazione Zoé
Il campo delle dipendenze rappresenta da sempre una preoccupazione in ambito sanitario e, in particolare, i consumi di tabacco e alcol costituiscono un problema di massima importanza per la salute pubblica nei paesi sviluppati, soprattutto perché prevenibili. È  necessario quindi che ogni persona coinvolta nella professione medica sia abile nella comprensione, valutazione e gestione delle dipendenze. 
 
Lalaguna e collaboratori della facoltà di Medicina dell’Università di Girona (Spagna), partendo dall’osservazione che sia i medici di base sia quelli ospedalieri, mettono gli alcolisti e i tossicodipendenti in fondo alla lista dei pazienti di cui vorrebbero prendersi cura, sostengono che una formazione specifica di tutto il personale medico sia essenziale soprattutto per cambiare quest’atteggiamento negativo che può costituire un forte ostacolo alla risoluzione del problema.
 
Con quest’obiettivo in mente, Lalaguna e collaboratori hanno istituito nella loro Università un corso specifico sulle dipendenze, complementare al corso di base di Psichiatria, per incorporare nel curriculum dei laureandi in medicina conoscenze scientificamente fondate sulle dipendenze e al tempo stesso favorire cambiamenti dell’atteggiamento verso le persone tossicodipendenti. 
 
Il metodo adottato dall’Università spagnola è il Problem-Based Learning (PBL), uno dei mezzi educativi e formativi che si basa sull’apprendimento self-directed. Il percorso comprende la discussione di casi, conferenze e workshop sul tema e incontri con esperti per aiutare gli studenti a familiarizzare con l’impostazione del trattamento delle dipendenze. La fase finale prevede la valutazione dei partecipanti circa l’acquisizione di competenze mirate per la gestione di questa patologia: capacità di apprendimento del problema, responsabilità individuale e la gestione di una comunicazione efficace per instaurare una relazione empatica con l’assistito. 
 
Fonte: Lalaguna  2014. Per approfondimenti
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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