Fondazione Zoé

Sport inclusivo a Vicenza: primo incontro del progetto di educazione motoria per disabili e non.

Lo Sport, oltre a garantire una crescita psicofisica armonica, che migliora il grado di socializzazione e la partecipazione emotiva di ogni individuo, costituisce un mezzo privilegiato di sviluppo e ricostruzione dell’identità personale.

È ormai consolidato il fatto che lo sport svolge un ruolo di prevenzione e/o di riscatto dalla situazione di handicap, offrendo occasioni di socializzazione e di confronto con gli altri, permettendo che l’identità della persona con disabilità non si costruisca prevalentemente sulla menomazione, ma sulle potenzialità del corpo attraverso il movimento. 

Sulla base di questa convinzione, l’Ufficio Scolastico Territoriale (UST) di Vicenza ha lanciato l’iniziativa
“Gioco Anch’io”, progetto di educazione motoria che coinvolge alunni con disabilità, affiancati da studenti “Tutor”, che volontariamente scelgono di affrontare questo percorso educativo. Al fine di fornire gli strumenti adeguati ai docenti aderenti al progetto, l’UTS ha previsto anche dei momenti formativi, sostenuti da Fondazione Zoé, il primo dei quali è stato un incontro con Melissa Milani, membro del Comitato Paralimpico Italiano.

Sira Miola, coordinatrice del settore Educazione Fisica dell’Ufficio Scolastico Territoriale della provincia di Vicenza, riporta alcune impressioni dell’incontro con la Milani: 

“Sono anni che incrocio sport e disabilità”, ha spiegato Melissa, raccontando il proprio esordio alle Paralimpiadi di Barcellona del 1992, dove, come allenatrice, portò all’oro la nazionale italiana maschile di torball, una sorta di pallamano per non vedenti.“Sentivo il disagio di ragazze e ragazzi non vedenti che all’epoca gli insegnanti di educazione fisica quasi sempre lasciavano soli, spesso esonerati in partenza e comunque ignorati. “Il grande disagio è nel sentirsi trattare diversamente. Io credo che si debba cercare la strada per avere lo stesso criterio con tutte e tutti: sì i percorsi possono essere differenti, ma nessuno deve avere un trattamento privilegiato o al contrario di sfiducia. 

Ho portato  ai giochi nazionali  una ragazza che mai prima di allora aveva praticato lo sci: è stata una soddisfazione immensa, anche perché la famiglia aveva smesso di aver fiducia in lei ma si è ricreduta: a volte basta un input per sbloccare le situazioni e magari un po’ di fortuna. Poi bisogna sempre chiedere, tentare: si sa che ci sono ostacoli e barriere culturali però a me capita di proporre iniziative insolite o fuori dal previsto e di incontrare chi dice ‘Perché no?’. Altri non ci provano affatto!”.
 
Melissa ha voluto  trasmettere ai docenti vicentini il coraggio di mettersi in gioco indicando nuove strategie didattiche, metodologiche ed operative da adottare nelle classi in cui ci sia la presenza di alunni disabili, per meglio coinvolgerli nell’attività sportiva scolastica, ma anche in quella extra scolastica.
 
Già da tempo è nato a Vicenza un forte interesse verso questi temi e i docenti di educazione fisica si stanno impegnando in un progetto provinciale di inclusione, diretto dall’Ufficio di Educazione Fisica dell’UST (Ufficio Scolastico Territoriale) di Vicenza, denominato “Gioco anch’io”. Molte sono state le richieste i quesiti sottoposti alla Dott.ssa Milani dagli oltre 80 docenti di educazione fisica e sostegno presenti alla giornata di formazione.
 
Grazie a questo progetto sono stati coinvolti otre un centinaio di alunni disabili con altrettanti compagni di scuola in un’attività sportiva continuativa, cioè per tutto l’anno scolastico, che mira alla partecipazione al 1° Campionato Provinciale di Baskin (sport di nuova generazione) e alla gara provinciale di Atletica. Per i docenti di educazione fisica è una grande sfida, che al momento risulta essere fortemente coinvolgente, destinata a portare grandi risultati educativi e sportivi nel mondo dell’inclusione dei disabili nello sport. 

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