Fondazione Zoé
Dell’ipnosi ci eravamo già occupati in ottobre, in occasione di “Vivere sani, Vivere bene 2014“, quando avevamo affrontato il tema del rapporto tra Scienza e Mito, discutendo di ipnosi in medicina assieme all’anestesita  Enrico Facco, al ginecologo  Giuseppe Regaldo e all’odontoiatra e ipnologo  Giuseppe Vignato

La grande affluenza di pubblico presente in quell’occasione (vedi una videosintesi dell’incontro) era stato un forte segnale di quanto l’ipnosi susciti interesse e curiosità. Nonostante la mancanza di informazioni tutt’oggi porti spesso a considerarla una tecnica ai confini della magia, l’ipnosi è un’antica arte medica che sta riscuotendo un crescente utilizzo nel controllo del dolore e nella gestione dell’ansia. 

Di pochi giorni fa è un articolo apparso circa i buoni risultati ottenuti all’Ospedale Curie di Parigi, dove oltre 70 donne hanno scelto la tecnica dell’ipnosi in sostituzione all’anestesia generale nel corso di un intervento chirurgico per la rimozione del cancro al seno. Come riportato nell’articolo, le pazienti affermano dopo l’operazione di ricordare i discorsi dei medici ma di non aver provato alcun dolore. La procedura per affrontare un intervento così lungo non può però essere adatta a tutte le donne. 
 
Una procedura “mista” – “Ciò che mi faceva più paura dell’intervento era l’anestesia generale. Era il mio dodicesimo intervento chirurgico. E non sempre ho avuto risvegli facili. Posso dire che, se fosse necessario, rifarei l’operazione sotto ipnosi”. È il racconto di una paziente francese che ha affrontato l’intervento di asportazione della mammella dopo essersi sottoposta a ipnosi. Tale procedura prevede comunque un’anestesia locale per la mastectomia e viene applicata soltanto a determinate categorie di pazienti.

Chi può sottoporsi a ipnosi – L’asportazione totale o parziale della mammella è un intervento abbastanza lungo. Non tutte le pazienti, quindi, possono affrontarlo sottoponendosi a una tecnica di sedazione che non utilizza farmaci come l’ipnosi e che per di più è strettamente collegata alla capacità della paziente di “lasciarsi addormentare”. Ecco perché tale tecnica viene proposta solo ad alcune categorie di donne, tra cui le giovani madri, che hanno bisogno di recuperare in fretta dall’operazione, oppure a pazienti affette da cardiopatie o sindromi respiratorie gravi, per le quali l’anestesia generale rappresenta un rischio.

Le donne che hanno scelto l’ipnosi hanno dichiarato a Le Figaro di aver risposto alle domande che l’anestesista specializzato ha posto loro durante l’intervento scandendo lentamente le parole e cercando di riportare alla mente ricordi felici. Si stima però che solo un terzo delle donne possa sostenere un intero intervento con questa tecnica, considerando anche che circa un 5-10% di persone non sono ipnotizzabili del tutto.

Fonte:
Tgcom24, Parigi, l’ipnosi sostituisce l’anestesia generale: oltre 70 operazioni.
 

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