Fondazione Zoé

Proseguono gli appuntamenti dell’iniziativa Gioco anch’io. Mai sentito parlare del Baskin? 

Oltre un centinaio di docenti, allenatori, tecnici e refertisti provenienti dalla provincia di Vicenza, ma anche da Lucca, Oderzo, Mestre e Treviso, hanno partecipato al secondo incontro del progetto Gioco anch’io, organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza per parlare di sport, salute e disabilità.
  
Al centro dell’attenzione dell’incontro che si è svolto all’Istituto “Montagna” di Vicenza, il BASKIN. Che cos’è il baskin? Ne abbiamo parlato con alcuni insegnanti e tecnici di Cremona, città in cui questo nuovo sport è stato ideato e da cui si è sviluppato velocemente, tanto che dal 2015 è diventato Sport Benemerito del CIP (Comitato Paralimpico Italiano).
Il baskin è un’attività sportiva che si ispira al basket ed è stata pensata per permettere l’integrazione in squadra tra giovani normodotati e giovani disabili, in quanto facilita la partecipazione attiva di giocatori con disabilità. Studiata a tavolino da un gruppo di insegnanti di Scienze Motorie, un gruppo di insegnanti di Sostegno e alcuni genitori di ragazzi disabili, nel 2006 l’attività si è costituita nell’associazione Baskinonlus e lo scorso anno è arrivata anche negli Istituti Superiori di Vicenza. Da quest’anno l’IIS “S. Ceccato” di Montecchio Maggiore è diventato polo di riferimento per tutto l’Ovest Vicentino e proprio a Montecchio Maggiore, il 28 marzo 2015, ci sarà il primo campionato scolastico provinciale di Baskin.
 
Molte sono le regole, una su tutte: rispettare e valorizzare il contributo di ogni atleta all’interno della squadra, perché il successo comune dipende realmente da tutti. Il regolamento del baskin prevede l’uso di più canestri, due normali e  due laterali più bassi; la possibilità di sostituzione della palla regolamentare con altre di dimensioni  e peso  diversi; definisce zone protette per garantire il tiro nei canestri laterali; ogni giocatore ha un ruolo definito dalle sue competenze motorie e ha di conseguenza un avversario diretto dello stesso livello. Questi ruoli sono numerati da uno a cinque e corrispondono alle diverse competenze in campo, il 5 è atleta esperto il 4  un normodotato che non ha esperienza nel basket. I numeri tre sono atleti la cui  disabilità  non impedisce di andare al tiro. Mentre i numeri uno e due giocano nell’area laterale del canestro più basso perché meno autonomi e con difficoltà di deambulazione. A questi atleti può essere assegnato un tutor giocatore, per accompagnarli, più o meno direttamente nelle azioni.
Grazie a queste regole nel Baskin si rinforza il senso di appartenenza al gruppo, imparando ad organizzarsi secondo le potenzialità di ciascuno. Si sviluppano così nuove capacità di comunicazione, mettendo in gioco la propria creatività e instaurando relazioni affettive anche molto intense. Inoltre la condivisione degli obiettivi sportivi coi ragazzi disabili permette di apprezzare le ricchezze e le capacità che la diversità porta con sé.

L’impegno dell’Ufficio Scolastico Territoriale (UST) di Vicenza in questo progetto di educazione motoria, è sostenuto dalla Fondazione Zoé che ne riconosce l’importanza e la capacità di favorire l’inclusione sociale tra i ragazzi. 

 

 
 

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