Fondazione Zoé
Alcune ricerche realizzate dal Censis dimostrano che l’utilizzo di internet, per motivi legati alla salute, coinvolgeva il 32,4% degli italiani a fine 2012, mentre nel 2014 raggiungeva il 42%. Le funzioni più usate sono le ricerche su specifiche patologie, sui medici e sulle strutture cui rivolgersi, la prenotazione di visite ed esami, la frequentazione di chat, forum e web community dedicate ai temi sanitari per lo scambio di esperienze personali. Più del 70% degli italiani si ritiene almeno abbastanza informato sulla salute, ma cresce il timore della confusione causata dal sovraccarico d’informazioni (54,5% contro il 41% del 2012). Risulta pertanto evidente l’importanza di accedere a informazioni attendibili. 
 
Un articolo sull’Australasian Medical Journal del 2014 (Fahy E et al.) ripercorre l’evoluzione degli strumenti di valutazione della qualità dell’informazione su argomenti medici ricordando come nel 1998 ne fossero stati identificati 47, mentre  nel 2004 il loro censimento ne annoverava 273.  In quest’articolo sono illustrati i tre strumenti più diffusi: HONCode, i parametri di JAMA e  DISCERN. 
Il più antico e noto anche in Italia è sicuramente HONCode, un codice di autoregolamentazione articolato negli otto punti sottoelencati, creato nel 1995 dalla Fondazione Health on the Net, che permette ai siti web approvati di esporre un logo di certificazione. La Fondazione esamina qualsiasi notifica di non conformità rispetto ai principi qui sotto illustrati e, dopo un primo avviso, proibisce l’impiego del logo.   
 
1. AUTORI 
Indicare la qualifica professionale degli Autori.
 
2. COMPLEMENTARIETÀ 
Chiarire che le informazioni diffuse sono destinate a incoraggiare, e non a sostituire, le relazioni esistenti tra paziente e medico. 

3. PRIVACY 
Garantire la confidenzialità dei dati personali degli utenti.

4. ATTRIBUZIONE: DATA E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 
Citare fonti e data di aggiornamento.

5. GIUSTIFICAZIONE 
Supportare ogni affermazione relativa a un trattamento o servizio commerciale con evidenze adeguate. 

6. TRASPARENZA 
Utilizzare una presentazione accessibile e fornire un indirizzo di contatto.  

7. FINANZIAMENTO 
Identificare il patrocinio del sito. 

8.PUBBLICITA’
Distinguere chiaramente la pubblicità dai contenuti editoriali.
 
Gli indicatori proposti da JAMA derivano dall’analisi di 5941 siti e 1329 pagine web, citati in 79 pubblicazioni, che fanno riferimento a 86 differenti criteri di qualità. Quelli più usati comprendono accuratezza, esaustività, leggibilità, aspetti visivi del sito, trasparenza e riferimenti. Nella maggior parte delle 79 pubblicazioni (70%), la qualità delle informazioni presenti in internet rappresenta un problema e solo il 9% giunge a una valutazione positiva. DISCERN è uno strumento che, ideato presso l’Università di Oxford e lanciato nel 1998, adotta un diverso approccio: invita l’utente a valutare un sito attraverso le risposte a 16 domande. Questo metodo dovrebbe educare il paziente a comprenderne la qualità. Lasciare questa responsabilità al pubblico può condurre a errori d’interpretazione, come dimostrato da uno studio che ha analizzato quanto sono sovrapponibili i giudizi espressi da diversi soggetti.  
Nonostante siano stati sviluppati anche numerosi altri strumenti, resta ancora incerta la loro efficacia: in effetti, è molto difficoltoso sviluppare uno strumento ottimale poiché l’ambiente di internet è in continua evoluzione. Inoltre è necessario tenere in considerazione le modalità di ricerca sul web da parte dell’utente.
L’interrogazione su GOOGLE, la piattaforma di ricerca più utilizzata, condiziona la scelta dei siti che verranno poi visionati; il posizionamento nei primi dieci risultati ottenuti non garantisce in modo significativo la qualità dell’informazione. Per di più Google propone come prime indicazioni annunci pubblicitari, anche se vengono evidenziati dalla sigla ANN e da una spaziatura. 
Le monografie di WIKIPEDIA, la nota enciclopedia alla cui creazione collabora una comunità in Italia composta da oltre un milione di utenti registrati, sono spesso presenti nelle prime posizioni di una ricerca. Sono note le critiche sull’affidabilità e sull’aggiornamento dei suoi contenuti, poiché la natura di Wikipedia non prevede la pratica della ‘peer-review’. Per continuare a migliorare i contenuti medici, Wikipedia ha avviato una serie di collaborazioni, come quelle con la Cochrane Collaboration che ha concesso ai medici volontari che scrivono su Wikipedia abbonamenti gratuiti al Cochrane Library, il database delle revisioni su efficacia e sicurezza degli interventi sanitari. 
 
Da queste considerazioni si può concludere che Internet è sempre più importante per la disseminazione di informazioni sulla salute, ma è chiaro che i contenuti non sempre sono attendibili. 
Per ridurre il rischio di incappare in siti web inadeguati bisogna combinare gli sforzi, da un lato, per far crescere la proporzione delle informazioni attendibili e, dall’altro, per aiutare gli utenti a imparare a selezionare i siti affidabili tramite la formazione. 

Nel 2014 il Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco ha sviluppato un progetto per migliorare la comunicazione sulla salute sul web e la sua fruizione. Ne sono emersi due documenti che vi invitiamo a consultare al link seguente: “Dottor” Web: come utilizzarlo?

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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