Fondazione Zoé

Uno sportelllo telefonico che aiuta le mamme e dà loro sostegno nei momenti difficili..

In queste settimane gli uffici della Fondazione Zoé hanno aperto le porte alla terza edizione del Corso di Massaggio Infantile. Un modo per imparare a comunicare con il proprio bebè attraverso il linguaggio del corpo.

I mesi di gravidanza e i primi anni di vita del bambino possono essere un periodo molto difficile. Esistono dei servizi dedicati, nati per sostenere le mamme in gravidanza e le neo mamme proprio in queste fasi delicate della loro vita.

Lo sportello telefonico “Pronto? Mamma chiama Mamma” è un progetto ideato nel 2011 dall’Associazione Convivium Vicenza Onlus che si prefigge lo scopo di sostenere mamme in gravidanza e neo-mamme durante il viaggio verso la maternità e nei primi anni dalla nascita dei loro bambini.
L’Associazione Convivium Vicenza Onlus ha fra i suoi obiettivi, quello di rendere la neo-mamma la protagonista principale della sua esperienza. Attraverso colloqui telefonici discreti, le nostre mamme volontarie, opportunamente formate da un professionista, si prendono cura delle neo-mamme perché, a loro volta, possano prendersi cura con serenità dei loro bambini prima e dopo la nascita.
Comprendere la fragilità di una mamma equivale, seppur indirettamente, a difendere la vita che ha dato alla luce. Questa è la forza che guida noi mamme volontarie che abbiamo fatto del delicato mondo materno la nostra fonte inesauribile di energia, di coraggio e di ispirazione.
 
Ed ecco quindi a disposizione il nostro supporto, discreto e gratuito, di ascolto e di accoglienza, di presenza e solidarietà sincera, perché soprattutto alla pari da “Mamma a Mamma”.
 
In quattro anni di attività abbiamo raccolto 43 richieste di assistenza (10 nel 2011, 7 nel 2012, 15 nel 2013 e 11 nel 2014). Di queste madri che ci hanno contattato, 8 hanno voluto essere seguite solo per alcuni mesi, 11 hanno concluso l’accompagnamento dei due anni previsti dal progetto e 24 sono attualmente seguite dalle mamme volontarie del progetto “Pronto? Mamma chiama Mamma“.
 
Per informazioni, donazioni, richieste di accesso al servizio contattare:
Associazione Convivium Vicenza Onlus
Mariberica Magrin al 328-7525295
 
 
Una mamma volontaria racconta…
 
Di questi tempi è difficile parlare di maternità. Il continuo susseguirsi di fatti delittuosi messi in atto da madri nei confronti dei loro figli ci sconcerta e ci sconvolge. Perché? Forse perché la “mamma” è ancestralmente considerata il luogo della fiducia totale, il luogo del perdono e della comprensione. La mamma è il nostro idolo, è stata la nostra prima spiaggia e sarà l’ultima dove rifugiarci se il mondo ci voltasse le spalle. Siamo abituati a pensare e a vivere la mamma come colei che per natura non ci può rifiutare, il nostro avvocato difensore, l’unica che sa contenerci anche dopo essere venuti al mondo. Per questi motivi le notizie tragiche dei telegiornali ci destabilizzano, ci scandalizzano e ci mettono di fronte a domande dure rispetto alle quali fatichiamo a trovare risposte. Io però un’idea me la sono fatta.
Dopo la mia personale pluriesperienza di madre, ho capito che un figlio dovrebbe essere concepito prima nella mente. Nascere lì, dal desiderio condiviso di due persone. Il desiderio di voler creare e donare vita, di voler dare vita all’amore perché diventi concreto, grande e perpetuo nel tempo.
Un figlio dovrebbe nascere nelle menti, dovrebbe pervaderle nella loro interezza, fino ad arrivare al punto più lontano delle stesse, lontano nel tempo, fino alla radice, fino all’origine. Un figlio dovrebbe nascere nelle menti e solo in seguito insediarsi nel corpo della donna, attraversarlo tutto in cerca di riparo, di un luogo accogliente e caldo che gli permetta di nutrirsi e di crescere. Ed è in questo “attraversamento” del corpo femminile, mentre scorre dalla mente all’utero, che dovrebbe soffermarsi a lungo nel cuore. 
Solo qui trova nutrimento emotivo, da qui parte la storia d’amore più ardente che il genere umano abbia mai conosciuto. È qui che il desiderio di maternità si carica di emozione esplosiva, viva e potente. Il viaggio verso la maternità quindi può prospettarsi lungo, a volte pieno di insidie dal mondo esterno, ma spesso anche dal mondo interiore di una mamma. La maternità può non essere una passeggiata nemmeno per la donna più matura, consapevole ed equilibrata.
Oggi, che i miei figli son cresciuti e sono giovani adulti, ripensando a come ho vissuto le mie maternità, a volte cado nel tranello e giudico il mio essere “giovane mamma” osservando da lontano incertezze, timori infondati e paralizzanti… È il ricordo di queste sensazioni che mi spinge ad aiutare, pur nel mio piccolo, le giovani mamme di oggi. Perché dove c’è una mamma serena ci sono bambini sani e felici.

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