Fondazione Zoé
I patient decision aids (PtDA) sono specifiche risorse di informazione sviluppate per aiutare i pazienti a compiere scelte informate sulla propria salute. I tre obiettivi principali dei PtDA sono: 

1) tenere al corrente sulle alternative diagnostico-terapeutiche disponibili;
2) incoraggiare un coinvolgimento attivo nel processo decisionale;
3) aiutare nelle scelte.
 
Uno studio americano pone l’attenzione sull’affiancare a questi strumenti dei racconti personali, narrazioni, testimonianze o aneddoti di chi ha già vissuto o sta vivendo un percorso clinico analogo, valutando quanto le esperienze soggettive giochino un ruolo importante sulla decisione da prendere, grazie anche a una maggior consapevolezza verso le diverse opzioni di cura e le risorse del servizio sanitario. 
 
Storie in prima persona, esperienze di altri, documentari, conversazioni riflettono, più che un’informazione, una forte componente psicologica che porta i pazienti a immedesimarsi nella situazione vissuta da altri rafforzando i contenuti forniti dai PtDA.
 
L’inserimento di situazioni reali sembra attivare sia le decisioni intuitive e immediate che quelle più razionali, un processo che avviene in modo differenziato nella mente umana descritto dallo psicologo israeliano Daniel Kahneman nel suo libro “Thinkink fast and slow“.  Pensiero veloce e pensiero lento due momenti di risposta agli eventi uno più inconscio, impulsivo e automatico, l’altro consapevole, riflessivo e logico. Sembra anche avere importanza il livello di alfabetizzazione delle persone: bassi livelli rispondono in modo più positivo alle narrazioni, quelli più elevati sono meno disponibili all’ascolto di altre testimonianze. 
 
Non ci sono ancora risultati soddisfacenti sull’efficacia di questo tipo di interventi personali nell’aumentare l’utilità dei PtDa; secondo gli autori sono necessarie ricerche più rigorose per ottenere prove valide che possano motivare le persone a prendere decisioni ragionate grazie al vissuto di altri.

Fonte: Bekker, 2013. Per approfondimenti.
 
 
 

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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