Fondazione Zoé
Cornelio Celso, enciclopedista e medico romano vissuto intorno all’anno zero, così descrive nel suo trattato De Re Medica Libri Octo la figura del chirurgo “Il chirurgo deve essere non lontano dalla giovinezza, avere la mano ferma e rapida, non esitante, e rapida la destra come la sinistra; vista acuta e chiara, aspetto tranquillo e rassicurante, il cui desiderio sia quello di curare il paziente …” 

Essere sottoposti a un intervento chirurgico evoca paure, talvolta profonde: il timore dell’anestesia e della morte, del dolore, di risvegliarsi durante l’intervento, delle possibili complicanze e del recupero post-operatorio. Infatti, la chirurgia è spesso un evento che cambia la vita, un episodio più o meno invasivo che mette in gioco numerosi fattori emotivi non solo relativi all’atto, ma anche ai possibili cambiamenti del corpo.
Edward Livingston, medico chirurgo e redattore della rivista Jama, propone nella pagina dedicata alle informazioni per il paziente alcune domande da rivolgere allo specialista prima di un intervento.

È necessario sottoporsi alla procedura chirurgica? È importante conoscere bene le cause della patologia e le eventuali alternative possibili che possano risolvere il problema anche se con tempi più lunghi. Il medico deve spiegare chiaramente benefici e rischi dell’operazione in modo che il paziente incominci a familiarizzare con le tecniche usate e non si senta solo un oggetto nelle mani del professionista, ma possa prendere una decisione informata. Occorre essere al corrente di quanto l’intervento sia risolutivo, delle eventuali complicanze e della gestione del dolore, aspetti che spesso vengono messi in secondo piano. 
La scelta dell’ospedale e del chirurgo è adeguata? La professionalità del medico, le sue capacità in campo chirurgico e l’esperienza in questo tipo di operazione sono elementi rassicuranti così come consultare pareri diversi, questo non per mancanza di stima nelle capacità dello specialista, ma per l’incertezza della scienza medica. Cercare di rinforzare il legame di fiducia nell’equipe di reparto e di sala rassicura il paziente: il colloquio con l’anestesista è fondamentale per conoscere il tipo di procedura che verrà adottata. Essere al corrente delle varie sequenze temporali (preparazione, anestesia, sala operatoria, risveglio, reparto) può aiutare ad abbassare il livello di ansia della persona e a rassicurarla di fronte all’intervento. 
 
Cosa bisogna fare prima di un intervento per assicurarsi di ottenere i migliori risultati? Occorre sapere se è necessario smettere di fumare, seguire una dieta specifica, tenere sotto controllo il diabete, non assumere alcune medicine, svolgere dell’attività fisica mirata, curare al massimo l’igiene personale e infine ricordarsi di togliere smalto e oggetti di metallo.
Come sarà il decorso post-operatorio? Il controllo del dolore è il primo punto da affrontare con chiarezza, le possibili complicanze, le eventuali limitazioni nei movimenti e nell’alimentazione. Importante è anche conoscere il tempo di degenza e di recupero e capire se sarà necessario un aiuto esterno e un contatto da chiamare in caso di emergenza. 

Di fronte a tanti dubbi e perplessità è necessario che la fiducia sia un elemento fondamentale per instaurare un legame paritario con il chirurgo. Troppo spesso, infatti, l’asimmetria di questo rapporto rende il paziente un soggetto debole che difficilmente esterna le sue ansie ponendo domande mirate. Ci si informa più attraverso il passaparola e il web, piuttosto che ricorrere all’esperienza di esperti: la narrazione di casi personali diventa un riferimento, così come le notizie che provengono dai media che possono alimentare ansie nei confronti dei possibili rischi sanitari.
 
Creare un rapporto empatico è il momento della comprensione e dell’ascolto per garantire una migliore qualità di vita sia per la persona malata, così come per coloro che gli sono accanto.
 
Fonte: Livingston E. H., “What to Ask Your Surgeon Before an Operation“, Jama 2015. 

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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