Fondazione Zoé

L’importanza dell’educazione alla salute in questo periodo di ricerca di salute e benessere.

In questi giorni due argomenti sottolineano l’inarrestabile progredire della tendenza della gente comune verso la autogestione della propria salute. Mi riferisco alla apparentemente irrazionale resistenza a vaccinare i propri figli da un lato, e dall’altro all’avvio delle farmacie on line per i farmaci da banco.

1) Le vaccinazioni generano resistenza perché sono viste come una medicina invasiva e imposta dall’alto che contrasta con l’ideale (illusorio, naturalmente: ma quanto è forte e reale la forza delle illusioni?) che il proprio bambino sia in armonia con la natura e naturalmente sano. I vaccini sembrano l’intrusione di una realtà chimica e artificiale in un organismo che rappresenta il mito della naturalità felice e spontanea.

2) La ufficializzazione della vendita on line dei farmaci da banco, benché nata dalla giusta preoccupazione di contrastare vendite di pseudo farmaci al meglio inutili e  al peggio dannosi, asseconda però il desiderio di poter fare da sé non tanto nella cura di veri problemi (per i quali l’assistenza di farmacisti e medici è invece attesa e pretesa), quanto nella gestione dei disturbi e nella ottimizzazione del proprio benessere.

Sarà bene che la cultura medica faccia i conti con questa deriva e la prenda sul serio: tutte le analisi dei trend nell’area salute/benessere indicano che non si tratta di una moda temporanea ma di una mutazione cospicua. Verso cui la sola medicina possibile è l’informazione, la formazione, l’educazione alla salute. Anche a scuola.

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