Fondazione Zoé

 

“Il problema dell’ipertensione è enorme e l’attenzione inspiegabilmente bassa”, commenta Claudio Borghi, Presidente SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa). Fornisce poi alcuni dati nazionali preoccupanti: oltre 16 milioni di ipertesi e 280.000 decessi all’anno per malattie cardiovascolari legate a questo fattore di rischio e, nonostante diagnosi più accessibili e strategie di prevenzioni efficaci, solo una persona su tre controlla regolarmente la pressione.

 

A tale proposito, il Center for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA), sostiene la necessità di uno sforzo globale per il trattamento e il controllo dell’ipertensione, citando il Global Standardized Hypertension Tratment (GSHT) come un approccio promettente. Nasce nel 2013 in collaborazione con la Pan American Health Organization (PAHO) per la promozione di sistemi di cura e prevenzione che possono essere integrati in tutti i servizi sanitari del mondo. Questi includono linee guida standardizzate, l’utilizzo di team multidisciplinari per facilitare l’erogazione delle cure e registri elettronici per accedere a dati descrittivi dei pazienti sulla misurazione della pressione arteriosa, delle terapie prescritte e il monitoraggio dei progressi. La semplificazione dei protocolli di trattamento, attraverso la maggiore disponibilità di farmaci generici, potrebbe diminuire i costi facilitando la gestione della malattia.
Secondo i ricercatori di Atlanta è necessario un attento riesame e revisione delle politiche e dei sistemi regionali e nazionali esistenti in materia di pagamento, approvvigionamento, fornitura e distribuzione, per garantire un accesso sostenibile ed efficace ai farmaci essenziali di qualità, come nel caso di HIV e tubercolosi, dove anche i paesi più poveri hanno utilizzato questo programma di prevenzione e cura.
Nove milioni di decessi nel mondo per ipertensione è un numero effettivamente alto: rendere consapevole la popolazione sulla necessità di controllare questo fattore di rischio è un intervento indispensabile delle politiche sanitarie per gestire al meglio anche le patologie cardiovascolari che rappresentano ancora oggi la prima causa di morte.
Fonte: Angell, De Cock, Frieden, 2015. Per approfondimenti
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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