Fondazione Zoé

Quali cambiamenti socio-culturali ci portiamo nel nuovo anno? Una riflessione in due puntate.

Siamo ancora all’inizio del nuovo anno e lo sguardo si rivolge ancora all’orizzonte per scrutarne i contorni e scorgere quello che verrà. Proviamo a farlo anche noi di Zoé, mantenendo un’attenzione privilegiata alle persone e alla salute.

Per iniziare possiamo trarre spunto da una sintesi proposta ( per la verità già a metà del 2015 ) da GfK ( un istituto che da anni monitora i trend e i valori della società italiana ) nel suo “magazine” coerentemente intitolato “Social Trends”. In questa sintesi ( ripeto: basata su una serie di dati ampia e rappresentativa della popolazione Italia ) sono offerte alcune macro-evidenze che cerchiamo di riproporre.

La società italiana, a seguito delle esperienze della crisi ma forse per una deriva ancora più lunga e profonda, sta spostando la sua speranza di felicità dal possesso “materiale” all’esperienza “spirituale”. Lo slittamento è ben visualizzato da GfK nell’immagine che riportiamo sotto:

È come se, attenuandosi l’ubriacatura consumista (che peraltro continua a proporsi come risposta al senso della vita, anzi raddoppia i suoi sforzi promettendo nella pubblicità sempre più spudoratamente scorciatoie verso la felicità consumista) che proponeva come progetto di vita un nuovo telefonino o una vacanza e un’automobile per sentirsi eroi trattandoci da creduloni verso la magia, le persone stiano cominciando a chiedere risposte al senso della vita laddove da sempre si cerca meno magicamente di darvi risposta: la cultura, l’arte, la religione, il sentimento, le relazioni umane vere.

Questo lento processo per ora non assecondato da un’economia coerente si dipana a fatica dalla pressione del mercato ancora consumista e vive – ecco un secondo tratto generale della società italiana secondo GfK – entro una società che sta dilatando la forbice delle diseguaglianze. Un quadro che anche il rapporto CENSIS 2015 e i dati ISTAT sottolineano (ribadendo anche l’esistenza di altre “forbici” nazionali: tra Nord e Sud, tra giovani e anziani, tra uomini e donne) e che l’articolo di Social Trends condensa in una chiara immagine che ripropongo qui sotto:


L’immagine ci dice che è in atto una trasformazione degli equilibri socio-economici secondo quella deriva descritta anche dai media con la frase “i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri”: e soprattutto si ha uno spopolamento della classe media, fenomeno da sempre critico e spesso segno anticipatore di disordini sociali. Questi due macro-processi avvengono però oggi, diversamente da fasi storiche in cui esisteva una staticità che rendeva poco possibile un cambiamento se non con moti disordinati di rivolta (come fu per es. il caso della rivoluzione francese), in un quadro socio-culturale dove non mancano forze dinamiche, rappresentate da:
– l’incremento dell’istruzione (raddoppiata negli ultimi 15 anni e in raddoppio ulteriore nei prossimi 10)
– la propulsione del “protagonismo femminile”
– la comunicazione e l’aggregazione spontanea consentita da Internet 2.0
– la diversità valoriale delle nuove generazioni dei millennials (coloro che hanno oggi tra i 15 e i 25 anni) e ancor più della generazione “Z” (coloro che hanno oggi tra 12 – 20 anni): generazioni in cui i temi della sostenibilità, dell’ecologia, della tolleranza interculturale sono realtà interiorizzate e fari di valore e non più solo argomenti di conversazione.

La prossima settimana affronteremo la questione: quale idea di benessere trova spazio in questa società?

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