Fondazione Zoé

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno si verificano 43 milioni di incidenti in campo sanitario con un costo sociale ed economico di circa 132 miliardi di dollari l’anno (e i dati non includono Cina e India). Negli Stati Uniti almeno 1,3 milioni di pazienti sono stati danneggiati da errori medici: valore ben più alto da quello derivante da incidenti in auto, suicidi, avvelenamenti e annegamenti.

In Italia i casi di malasanità sono centinaia e già nel 2004 la Commissione Tecnica sul Rischio Clinico, istituita dal Ministero della Salute, aveva mostrato come il maggior numero di errori si commetta in sala operatoria (32%), nei reparti di degenza (28%), nel dipartimento d’urgenza (22%) e in ambulatorio (18%).

Secondo una ricerca condotta dall’Istituto di Comunicazione e Salute (ICH – Istitute of Communication and Health) dell’Università di Lugano è importante gestire in modo consapevole un eventuale errore medico durante il colloquio con l’assistito. La ricerca è condotta su 216 pazienti divisi in due gruppi in maniera casuale. Al primo gruppo viene proiettato un video in cui il medico spiega al paziente l’errore commesso utilizzando non solo le parole, ma anche la comunicazione non verbale, mentre nel secondo caso il professionista utilizza in modo più sintetico solo la comunicazione verbale. Ai risultati appare come il secondo gruppo accetti meno le scuse del medico percependole meno sincere e valuti le conseguenze dell’errore in modo più grave, indicando in più alta percentuale l’intenzione a cambiare professionista.

Da questa ricerca si deduce che il coinvolgimento non verbale durante la comunicazione di un errore medico faciliti una comprensione più accurata da parte del paziente delle possibili conseguenze sulla sua salute e sulla sua qualità di vita e aumenta le probabilità che il medico possa continuare a prendersi cura del suo paziente.
Fondamentale è quindi che gli operatori sanitari non siano solo competenti ma abbiano ottime capacità comunicative, utilizzando anche la comunicazione non verbale per esprimere al meglio il proprio supporto emotivo e mantenere la fiducia dei propri assistiti.

Per approfondimenti:   Annegret F. Hannawa, Disclosing medical errors to patients: Effects of nonverbal involvement, May 2013 – Patient Education and Counseling 94 (2014) 310-313

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