Fondazione Zoé

Che cos’è la donazione anatomica e in che modo i social network possono essere d’aiuto?

Il trapianto di organi e tessuti ad oggi rappresenta una soluzione terapeutica efficace per un’ampia serie di gravi problemi di salute non altrimenti trattabili. Il trapianto di tessuti viene utilizzato come tecnica di chirurgia ricostruttiva per ripristinare la funzione di apparati compromessi; un esempio è il trapianto di cornea per sostituire quelle danneggiate da malattie come il cheratocono. Il trapianto di organi invece è l’ultima soluzione terapeutica per curare insufficienze organiche gravi che minacciano la vita del paziente.

Ma quali sono gli organi ed i tessuti che è possibile trapiantare? I reni, deputati al filtraggio del sangue; il fegato, la più grande ghiandola del corpo umano, responsabile di una vastissima serie di compiti, dalla regolazione del metabolismo di grassi e zuccheri alla sintesi di molte proteine del plasma; il cuore, la pompa del sistema cardiocircolatorio; il pancreas, deputato alla produzione di insulina e glucagone; i polmoni, gli organi che permettono lo scambio gassoso tra sangue ed aria, e quindi la respirazione; l’intestino, che svolge la funzione di assorbire le sostanze nutrienti liberate dalla digestione del cibo, mettendole a disposizione del corpo. Per quanto riguarda i tessuti, ad oggi è possibile trapiantare la cornea, prima lente e protezione dell’occhio; il tessuto osseo di cui è composto lo scheletro; la cartilagine, situata soprattutto nelle articolazioni; i tendini, responsabili della connessione dei muscoli alle ossa; la cute, ovvero il rivestimento esterno del nostro corpo; le valvole cardiache, che regolano il passaggio di sangue all’interno del cuore; i vasi sanguigni, ovvero i condotti attraverso cui il sangue raggiunge tutto il corpo.

L’idea di sostituire una parte del corpo malata è molto antica e radicata nella nostra cultura. La prima traccia risale al quinto secolo dopo Cristo: secondo la Legenda Aurea i fantasmi di Cosma e Damiano, due santi medici martirizzati un paio di secoli prima, avrebbero infatti sostituito la gamba malata di un diacono con quella di un etiope, morto da poco. Ci vorranno moltissimi anni prima che questa idea venga sviluppata, diventando di fatto realizzabile: il primo traguardo è il 1953, anno in cui Murray riesce a trapiantare un rene a Richard Herrick; il donatore è Ronald Herrick, fratello gemello del paziente. La tecnica del trapianto troverà grandissimo risalto nel 1967: è l’anno in cui Barnard, grande cardiochirurgo sudafricano, riesce a realizzare il primo trapianto di cuore.

Oggi il trapianto è una tecnica efficace e collaudata, con eccellenti risultati in termini di sopravvivenza dei pazienti: si pensi ad esempio che, stando agli ultimi dati del Centro Nazionale Trapianti, l’89,3% delle persone cardiotrapiantate torna ad una normale vita lavorativa. Il principale problema della trapiantologia è proprio la sua efficacia: sempre più persone sono candidabili al trapianto (oggi viene proposto anche a pazienti HIV-positivi), ma l’aumento del numero di donatori non tiene il passo: ogni anno nel nostro Paese circa 13.000 persone attendono un organo nuovo, ma i trapianti effettuati sono soltanto poco più di 3.000. Sono i numeri a rendere evidente come il reperimento di nuovi donatori sia una faccenda di importanza critica, che richiede investimenti ed attenzione per garantire le stesse possibilità terapeutiche a tutte le persone in attesa di trapianto.

Lo hanno capito gli sviluppatori di Facebook, che già dal 2012 permette di registrare sul proprio profilo la propria volontà in materia di donazione. L’intuizione è semplice ed efficace: le persone raccontano e condividono sul popolare social network una quantità incredibile di informazioni che riguardano le loro vite, quindi perché non dar loro anche questa possibilità? Il 1 maggio 2012, giorno di lancio del nuovo servizio negli USA, 13.012 utenti si sono registrati come donatori; quantità ragguardevole, considerando che in precedenza la media di nuovi donatori al giorno si attestava solamente a 616.

E in Italia? Facebook ancora non fornisce la possibilità di registrarsi come donatori agli utenti italiani; ciononostante il social network viene ampiamente ed efficacemente utilizzato per promuovere la cultura della donazione, informando le persone e mettendole in condizione di scegliere. Ne è prova la pagina sonoundonatore, realizzata e gestita direttamente dalla massima istituzione nazionale in materia, il Centro Nazionale Trapianti; ne sono prova le centinaia di pagine delle associazioni di donatori e dei loro gruppi locali.

Anche la scelta di donare cambia, ai tempi di Facebook, ed informarsi su questo gesto così semplice, che non toglie nulla a chi lo fa e dà tantissimo a chi lo riceve, diventa più facile. Facile come mettere un like.

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