Fondazione Zoé

 

Lamentele e denunce sono sempre più numerose negli ospedali inglesi, come riporta Zosia Kmietowicz, giornalista medico scientifico, in un articolo apparso sul British Medical Journal. Una situazione non certo rassicurante, che porta a quasi 9000 i reclami arrivati al Difensore Civile tra il 2014 e 2015. Le denunce più frequentemente riportate, con una quasi uguale incidenza, riguardano cure mediche insufficienti, comunicazioni inadeguate ed errori di diagnosi. Per quanto riguarda i problemi di comunicazione, la maggior parte sono dovuti a difettose comunicazioni tra ospedale e pazienti o i loro familiari, ma in quota rilevante anche a imperfette comunicazioni tra i sanitari dell’ospedale o tra ospedali. Anche se bisogna tenere conto che il paziente ha una percezione emozionale della sua situazione patologica, che lo può portare in alcuni casi a reagire in misura eccessiva, molti sono i fattori che influenzano le denunce e sarebbe veramente utile che le strutture sanitarie incoraggiassero un feedback da parte degli utenti per migliorare quelle situazioni dove effettivamente si rilevano le carenze.

Un quadro ben noto purtroppo anche negli ospedali italiani, dove spesso scattano denunce ai medici per gli errori sanitari. Inoltre vengono segnalati numerosi disservizi come le attese lunghissime al pronto soccorso e per il pagamento dei ticket, poca attenzione per i malati e per i familiari, che in ogni caso stanno vivendo una situazione di disagio, la mancanza di personale e le dimissioni anticipate. Sono tutte situazioni che amplificano l’ansia dei pazienti, che non riescono a esternarla e superarla con l’equipe medica.

È del novembre scorso la notizia, apparsa su un quotidiano nazionale e presentata al congresso “Slow Surgery. Qualità e sostenibilità in chirurgia”, che pone l’attenzione su un segnale davvero preoccupante. Infatti, per la prima volta nelle scuole di specializzazione in medicina molti posti sono rimasti vacanti. Questo, come sottolinea il giornalista scientifico Luigi Ripamonti, potrebbe portare nell’arco di dieci anni alla mancanza di professionisti. Una facoltà, che appassionava molti giovani, sta diventando un percorso problematico per le numerose lamentele dei pazienti che possono arrivare fino alla denuncia. Le assicurazioni chiedono premi esosi per la copertura dei rischi professionali, che portano lo specialista a essere sempre più cauto e ad assumersi meno rischi possibili, nonostante sappia muoversi con sicurezza nella sua attività. Certamente chi è vittima di errori durante la diagnosi, l’intervento o la terapia ha il diritto chiedere il risarcimento; dall’altra parte però i medici si cautelano sia con la prescrizione di molti esami diagnostici sia mantenendo un atteggiamento difensivo nella cura del paziente. Questi episodi possono limitare la libertà dell’operatore sanitario, che si sente sempre più esposto e controllato nelle sue decisioni.

Per approfondimenti: Kmietowicz Z., “Half of complaints about hospitals concern poor communication and attitude”, BMJ, 2015

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