Fondazione Zoé

 

Che il web, e in particolare Google, sia sempre più spesso preso d’assalto alla ricerca di chiarimenti sulle patologie più disparate è ormai noto e dimostrato da numerose ricerche. Uno studio recentemente pubblicato mette però in guardia anche da un’altra fonte di informazione: Youtube. I video condivisi su questo sito web sono infatti visualizzati ogni giorno da milioni di persone, rendendolo quindi un mezzo potenzialmente perfetto per raggiungere ed educare il grande pubblico; le informazioni contenute nei video pubblicati non sono però spesso altrettanto affidabili, soprattutto quando si parla di salute.

Alcuni studiosi dell’Università dell’Arkansas hanno analizzato 200 video pubblicati su Youtube riguardo la neuropatia periferica, una delle patologie che spingono più frequentemente a chiedere il consulto di un neurologo. Questa malattia provoca sintomi non sempre di facile risoluzione, che vanno da formicolio e intorpidimento, fino alla debolezza muscolare, all’insensibilità e a dolori a mani e piedi.
I ricercatori purtroppo hanno ottenuto dati poco confortanti: la metà dei video rintracciati è stato infatti realizzato da persone comuni, che descrivevano semplicemente la propria esperienza, in particolare riguardo il dolore neuropatico. Tra i professionisti del settore sanitario, la categoria maggiormente rappresentata è invece quella dei chiropratici, mentre solo uno dei 200 video ha avuto come protagonista un neurologo. Ciò ha avuto una chiara ricaduta anche sul contenuto presentato: solo nel 30% dei casi è stato fatto riferimento a quanto raccomandato dall’American Academy of Neurology per il controllo del dolore neuropatico, e circa la metà dei trattamenti citati nei video non aveva alcuna valenza scientifica.

Youtube rappresenta quindi un mezzo estremamente potente, di facile utilizzo e sempre più diffuso: se da una parte però deve essere consultato con grande cautela dalle persone comuni, dall’altra rappresenta per gli specialisti un canale di comunicazione che dovrebbe essere maggiormente sfruttato per raggiungere i propri pazienti e per fornire loro informazioni corrette, chiare e supportate da evidenze scientifiche. L’impegno dei clinici in questo senso deve essere quindi duplice: aumentare la propria presenza sui social media, e ricordare ai pazienti l’importanza di utilizzare il web con il giusto spirito critico. In particolare, lo studio dimostra come informarsi su Youtube richieda una giusta consapevolezza, per selezionare i video non solo in base al loro contenuto, ma verificando, per quanto possibile, l’autorevolezza e la formazione di chi li realizza.

Per approfondimenti: Gupta HV et al. Analysis of Youtube as a source of information for peripheral neuropathy. Muscle & Nerve 2015.

   

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