Fondazione Zoé

 

Cattive notizie per le donne: la mortalità per eventi cardiovascolari rimane tuttora un loro triste primato, tanto da rappresentare la prima causa di morte per il sesso femminile. Tutto ciò nonostante nell’ultimo decennio sia stata registrata una diminuzione dei tassi di mortalità cardiovascolare proprio nelle donne, merito di un miglioramento nel trattamento e nella prevenzione delle malattie cardiache e di una maggiore, ma ancora insufficiente, consapevolezza della popolazione generale.

Nonostante siano da sempre considerate tipicamente maschili, le malattie cardiovascolari hanno in realtà vere e proprie caratteristiche di genere (ovvero diverse a seconda del sesso in termini di fisiologia, presentazione clinica e esiti) e risultano sempre più spesso sotto-diagnosticate e sotto-trattate proprio nelle donne, che hanno quindi una prognosi peggiore rispetto agli uomini.
Una delle cause risiede probabilmente nella scarsa consapevolezza che soprattutto le più giovani hanno del pericolo che corrono: secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology è ancora troppo alto il numero di pazienti, per lo più donne, che non sanno di possedere fattori di rischio cardiovascolari e che non discutono di queste problematiche con il proprio medico.

Nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni, e i risultati raggiunti, rimane quindi ancora tanta strada da compiere: perché la prevenzione sia efficace è necessario da una parte che i pazienti percepiscano il pericolo che corrono, e dall’altra che i clinici non sottovalutino il problema, soprattutto quando hanno di fronte delle giovani donne, fornendo loro adeguate informazioni riguardo le malattie cardiache e indicazioni circa eventuali misure preventive.
Infine, è essenziale che i ricercatori siano consci dell’importanza di ottenere dati che tengano conto delle differenze di genere in ambito cardiovascolare, affinché i trattamenti e i metodi diagnostici a disposizione non derivino più solo da trial clinici che si focalizzano quasi esclusivamente sul sesso maschile.

Per approfondimenti: Laxmi S. et al. Acute myocardial infarction in women. A scientific statement from the American Heart Association. Circulation 2016.

   

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