Fondazione Zoé

Negli ultimi anni il cosiddetto “movimento antivaccini” si è fatto sempre più attivo. Per dare l’idea della vastità raggiunta dal fenomeno, secondo una recente indagine condotta in Francia emerge come più di quattro cittadini su dieci non siano convinti della sicurezza di questa terapia preventiva.

La generale percezione di un’opinione pubblica sempre più contraria è probabilmente alimentata in gran misura dal fatto che oggi sia molto più facile esprimere e diffondere le proprie opinioni, grazie alla capillare presenza di internet e dei social network. In realtà, non c’è nulla di nuovo sotto al sole. Le prime obiezioni all’uso di questa pratica preventiva, infatti, sono state espresse già nelle prime fasi di sperimentazione sugli esseri umani. Come documentato dalla mostra “Vaccination: medicine and the masses”, presso l’Hunterian Museum di Londra, i detrattori furono molto attivi già nel diciannovesimo secolo. Sono numerose, infatti, le opere prodotte durante quel periodo: scritti, incisioni e cartoline diffuse alla popolazione, in cui gli attivisti esprimevano tutto il loro dissenso. Quando, nel 1853, il governo inglese approvò il Vaccination act, che sanciva l’obbligatorietà della vaccinazione contro il vaiolo, qualcuno parlò perfino di ingerenze sulla libertà personale dei sudditi di Sua Maestà.

Vignetta satirica di James Gillray del 1802

Vignetta satirica di James Gillray del 1802

Obiezioni sull’efficacia e sulla sicurezza delle vaccinazioni potevano apparire lecite in passato, quando la scienza medica non aveva avuto ancora modo di appurare con certezza la reale azione di queste sostanze. Oggi, tuttavia, sono innumerevoli gli studi che dimostrano senza alcun dubbio che è proprio grazie a questi trattamenti se malattie come il vaiolo o la poliomelite hanno smesso di rappresentare una minaccia. Perché dunque, sono sempre di più i genitori che decidono di non vaccinare i propri figli? Per quale ragione le famiglie temono complicazioni ed effetti collaterali, che tuttavia sono drammaticamente inferiori a quelli correlati alla mancata protezione contro determinate patologie?

Probabilmente, è proprio la scomparsa di quelle malattie in passato tanto temute che ha fatto perdere ai genitori di oggi la percezione di quanto sia pericoloso esonerare i propri figli da questa misura preventiva. In alternativa, la causa potrebbe essere una scarsa cultura medico-scientifica, che non permette alla popolazione di comprendere con chiarezza rischi e benefici.

Oppure, come suggerisce Mark Honigsbaum nel suo articolo pubblicato sula rivista Lancet, la diffidenza è stata influenzata dalla forse infelice scelta di termini che Edward Jenner, il padre delle vaccinazioni, utilizzò per spiegare il meccanismo della sua scoperta. Termini come “immunità di branco”, ad esempio, pongono l’essere umano su un piano fin troppo vicino a quello di una massa di animali, paragone che potrebbe aver fatto storcere qualche naso aristocratico di troppo.

Per cercare una risposta più chiara a queste domande, la Commissione europea ha finanziato il progetto ASSET. Si tratta di una consultazione popolare che sabato 24 settembre 2016 ha portato più di 400 cittadini a confrontarsi con i professionisti della salute in otto Paesi europei su diversi temi collegati alla risposta e alla prevenzione delle malattie infettive e, in particolare, sulle vaccinazioni. Al termine del confronto, più dell’80% dei partecipanti si è detto favorevole alla somministrazione di queste sostanze per prevenire l’influenza nelle scuole e per il personale sanitario.

Dalla consultazione popolare emerge anche la necessità di maggiori informazioni relative ai vaccini e al loro utilizzo durante un eventuale episodio epidemico. Il 92% dei partecipanti ritiene che il coinvolgimento dei cittadini e il confronto con i medici debba ripetersi in futuro. L’obiettivo è quello di garantire che tutti possano accedere a informazioni corrette ed esaustive: sembra questa la strategia migliore per contrastare le opposizioni, spesso basate su tesi anti-scientifiche e pericolose per la salute pubblica.

Per approfondimenti: M Honigsbaum. Vaccination: a vexatious history. Lancet – 12 May, 2016.

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