Fondazione Zoé

L’improvvisazione è un ramo della recitazione teatrale che si focalizza sulla risposta immediata e spontanea a una situazione imprevista. In altre parole, stimola la prontezza di reazione e l’adattabilità. Qualità, queste, che ricoprono un ruolo molto importante anche nella pratica medica.

I professionisti sanitari, infatti, si trovano spesso in situazioni dove i protocolli di terapia devono essere adattati alle circostanze contingenti oppure alle caratteristiche particolari dei singoli pazienti. In queste occasioni, la comunicazione e lo scambio di informazioni tra il medico e il suo assistito è fondamentale per intraprendere le scelte terapeutiche migliori. Ai camici bianchi viene dunque richiesta la capacità di adattarsi velocemente in risposta a quanto sta accadendo, di comprendere ciò che il paziente sta comunicando e di indirizzare in tal modo la terapia nella direzione che meglio risponde a tutte queste esigenze.

Uno studio della Feinberg School of Medicine di Chicago ha mostrato come lezioni di improvvisazione teatrale possano aiutare studenti di medicina a migliorare la qualità della comunicazione tra di loro e con i pazienti. Questa disciplina, infatti, offre diverse tipologie di esercizi che stimolano i partecipanti a migliorare la propria empatia, la qualità dell’ascolto, la capacità di lavorare in gruppo e quella di riconoscere le emozioni e i sentimenti provati da chi li circonda. Nelle sessioni di improvvisazione organizzate durante questo studio alcuni esercizi sono stati appositamente elaborati per rispondere a situazioni specifiche della pratica medica, mentre altri sono stati semplicemente adattati dal contesto teatrale a quello della sanità.

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Dopo aver preso parte a un seminario della durata di dieci ore, ben 83 studenti di medicina su 87 hanno confermato che i concetti emersi durante questo contatto con il mondo del teatro sono “molto rilevanti” ed “estremamente rilevanti” per la loro pratica medica quotidiana. L’applicazione di una disciplina come questa rappresenta quindi una nuova, interessante frontiera nella formazione delle figure che opereranno in ambito sanitario. Sono in programma ulteriori studi che valuteranno l’effetto dell’attività non più su studenti, ma su professionisti già avviati.

Ultima cosa, ma non meno importante, è che durante tutte le sessioni, nessuna esclusa, si è verificata una reazione che troppo spesso è carente nella pratica di uno studente di medicina: la risata. E, come osservato da uno dei partecipanti all’esperimento, “Il buonumore è il miglior alleato per imparare davvero”.

Per approfondimenti: K. Watson, B. Fu. Medical improv: a novel approach to teaching communication and professionalism skills. Annals Int Med – 02 Aug l 2016

 

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