Fondazione Zoé

L’introduzione degli antibiotici rappresenta un enorme passo avanti nella medicina moderna: dove prima una banale infezione poteva concludersi in breve tempo con esiti negativi, ormai basta la somministrazione di un antibiotico adeguato per giungere alla guarigione. Tuttavia, l’uso troppo spesso disinformato ed estensivo di queste sostanze può determinare l’insorgenza di ceppi di batteri resistenti. Si tratta di un fenomeno che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), rischia di mettere l’umanità di fronte a uno scenario da era post-antibiotica, in cui i farmaci a nostra disposizione non rappresenteranno armi adeguatamente efficaci per difenderci dalle infezioni batteriche.

Le principali istituzioni scientifiche internazionali, da tempo lottano per migliorare l’uso consapevole degli antibiotici. Nonostante si tratti di medicinali acquistabili solo con prescrizione medica, infatti, è vitale che la popolazione sia adeguatamente informata sul loro funzionamento e su come servirsene per evitare lo sviluppo di ceppi batterici resistenti. Esiste infatti un rischio notevole che farmaci di questo tipo vengano assunti liberamente, come nel caso dei cosiddetti leftover: quando si acquista un antibiotico, su prescrizione, può accadere che, terminata la terapia, alcune pillole rimangano nella confezione e vengano utilizzate in altre situazioni senza consultare il medico, ma in piena autonomia. Secondo uno studio Arna, finanziato dall’Unione Europea e condotto su sette Paesi europei, tra cui l’Italia, circa il 9% degli italiani utilizza antibiotici senza supervisione medica.

Per arginare questi fenomeni, è essenziale ricorrere a una corretta informazione dei cittadini.

aifa-campagna-antibioticiTuttavia, come evidenziato da un recente studio svedese, per rendere davvero efficaci le campagne di informazione è necessaria una comprensione più concreta del grado di conoscenza della popolazione su questo argomento. In particolare, è importante verificare come la consapevolezza su questo tema sia percepita a seconda dell’età, della posizione sociale o del livello di istruzione dei cittadini. Per questo motivo si è somministrato un questionario a circa 1400 persone di età compresa tra i 15 e i 74 anni, per valutare cosa e quanto sapevano sugli antibiotici e sul loro utilizzo.

I risultati, in linea con quanto osservato in altri Paesi europei, indicano che circa il 95% degli intervistati conoscono il fenomeno della resistenza agli antibiotici, anche se meno del 50% è al corrente di come questo si verifichi. É indispensabile perciò organizzare campagne di sensibilizzazione adeguate in particolare per un pubblico anziano o per chi non ha una conoscenza adeguata dell’argomento.

Diventa necessario rivolgersi agli strati più deboli della società, con lo scopo di diffondere in modo più uniforme le regole per un uso consapevole degli antibiotici, fondamentale per mantenere alto il livello di salute di tutta la popolazione.

Per approfondimenti: Vallin M, et al. Knowledge and Attitudes towards Antibiotic Use and Resistance – A Latent Class Analysis of a Swedish Population-Based Sample. PLoS One, 2016.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter