Fondazione Zoé

È vicentina la prima farmacia in Italia che dal 2017  potrà distribuire cannabis terapeutica prodotta dallo Stato. Una notizia molto controversa che accende il dibattito sugli effetti legati alla salute. Di seguito vi proponiamo un articolo di Alessandra Antonazzo che sintetizza il rapporto del National Academies of Sciences, Engineering e Medicine, stilato su oltre 10 mila pubblicazioni scientifiche redatte dal 1999 ad oggi per approfondire le informazioni scientifiche sul tema della cannabis:

“… Mentre molti Stati americani optano per la legalizzazione, la cannabis si piazza al primo posto tra le sostanze d’abuso negli Usa. Secondo un recente sondaggio infatti sarebbero circa 22,2 milioni gli americani di età superiore ai 12 anni che hanno riferito di farne uso nel mese precedente alla ricerca. Mentre il 90% delle persone adulte riferisce di utilizzarla a scopo ricreativo, solo il 10% la utilizzerebbe per finalità curative.

Cannabis: la ricerca

Secondo lo studio presieduto da Marie McCormick, professore di salute materno-infantile nel dipartimento di scienze sociali e comportamentali presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health e professore di pediatria presso la Harvard Medical School, l’utilizzo sempre più diffuso della cannabis, dovuto anche alla crescente accettazione e disponibilità della stessa, sta sollevando notevoli preoccupazioni di salute pubblica. Sarebbero in tanti, infatti, a non conoscere realmente gli effetti positivi e negativi della cannabis sulla salute. La revisione approfondita portata a termine dalla ricerca mira dunque a chiarire il punto di vista della scienza su questa sostanza, facendo luce sui dubbi di chi la consuma.

Cannabis: Effetti terapeutici, dannosi e psicosociali

Cannabinoidi e cannabis vengono spesso utilizzati nel trattamento del dolore cronico negli adulti. La scienza conferma infatti una significativa diminuzione dei sintomi dolorosi. Utile per gli adulti affetti da spasmi e sclerosi multipla, la cannabis viene utilizzata anche per i pazienti che presentino nausea e vomito da chemioterapia.  D’altra parte, mentre nessuno studio scientifico associa l’uso di questa sostanza psicoattiva all’insorgere del cancro, alcuni studi suggeriscono che l’uso di questa sostanza possa scatenare patologie cardiache e respiratorie. Gravi e legati all’abuso di cannabis sono però gli effetti deleteri sulla salute mentale di chi consuma questa sostanza. Gli studi analizzati dal rapporto suggeriscono che l’uso di questa sostanza potrebbe aumentare il rischio di sviluppare schizofrenia, psicosi varie, disturbo d’ansia sociale e depressione. I forti consumatori di questa sostanza inoltre riferiscono di avere frequentemente pensieri suicidari e questa sostanza peggiorerebbe di gran lunga i sintomi dei soggetti bipolari. Mentre all’aumentare della frequenza di utilizzo, cresce senza dubbio il rischio di sviluppare un consumo patologico di cannabis e altre droghe, tra gli effetti psicosociali legati all’uso di questa sostanza troviamo alterazioni nei campi cognitivi di apprendimento, memoria e attenzione.”

Fonte: Cno Web tv

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