Fondazione Zoé

APPUNTI DALLA SERATA

In Italia, rimane vacante il 22% delle posizioni aperte nel settore digitale a causa della mancanza di professionalità adeguate. Nel nostro Paese, i giovani occupati nel settore digitale sono solo il 12%, contro iI 16% della media europea. Le tecnologie stanno cambiando il modello del lavoro e secondo stime della Commissione europea nel 2020 ci saranno in Italia 900.000 posizioni per professioni digitali non coperte. Università e imprese sono pronte a investire in questi nuovi settori? Quali sono le figure più ricercate? Sul palco, intervistati da Luca Romano e Laura Cailotto, hanno portato il loro punto di vista Paolo Gubitta, in rappresentanza del mondo universitario e della formazione, Enrico Maggi, CEO di Open symbol e Michele Lorenzi, direttore generale di Develon, entrambi in rappresentanza dell’imprenditoria d’innovazione sul nostro territorio

Ecco alcuni degli argomenti emersi nel corso dell’incontro:

Domanda 1

Dal punto di vista di imprenditori tecnologici e innovativi cosa si prevede nel futuro prossimo?

  • Vista l’impossibilità di trovare risorse già formate e pronte al lavoro, serve una maggiore capacità di lavorare in team.
  • Serve umiltà anche da parte dei ragazzi che iniziano il loro percorso “digital” in azienda. Scuola, famiglia e società devono insegnare ai ragazzi a essere disposti e predisposti a imparare.
  • È importante che le persone sappiano collaborare, portare un risultato insieme, perché si perde e si vince insieme. Purtroppo oggi la scuola non insegna a lavorare in team. Basti pensare al fatto che il voto è sempre individuale.
  • Le aziende devono essere capaci di aggiornarsi nella mentalità: non basta acquistare le migliori tecnologie, bisogna avere una strategia digitale.

Domanda 2

Quali posizioni lavorative vengono ricercate dalle vostre aziende? Quali sono quelle più difficili da trovare?

  • Cecrhiamo sempre programmatori in grado di scrivere codici software. Più complicata da trovare è la figura del consulente applicativo, che abbia la capacità di parlare con le diverse figure professionali della stessa azienda-cliente. Queste competenze non si insegnano ma si imparano sul campo.
  • Social media manger
  • Storyteller in grado di recepire le informazioni sui prodotti e di trasformare in una storia più bella possibile.
  • Data analyst, in grado non solo leggere la grande mole dei big data, ma anche di trasformarli in strategia aziendale.
  • Vista la difficoltà di trovare queste figure sul mercato, Develon ha scelto di creare al suo interno Develon School, un luogo dove formare giovani universitari per farli crescere nell’ottica aziendale.

Domanda 3

Come risponde l’università a queste nuove esigenze del mercato?

  • Compito dell’Università non è formare nelle competenze applicate, ma essere all’avanguardia nelle competenze di fornire. Le competenze applicate vanno sviluppate assieme alle aziende.
  • Per questo alcune università hanno adottato percorsi diversi. Esempio dell’Università di Padova. Recruiting game. Contest in collaborazione con un’azienda. Hanno partecipato una cinquantina di studenti di matematica, statistica e fisica. Gli studenti iscritti hanno analizzato il database messo a disposizione dall’azienda e hanno elaborato un progetto. Nove di questi progetti sono stati selezionati, Al termine del percorso 3 studenti sono stati assunti. analizzare i big data di una azienda.
  • Active Learning Lab di Cà Foscari: organizzazione di laboratori curriculari con le aziende
  • Il 2016 è stato definito l’anno dei lavori ibridi: i mestieri consolidati necessitano di competenze ibridizzate con il mondo digitale.

Domande dal pubblico

Quale può essere il ruolo dell’alternanza scuola lavoro in questo contesto?

  • Sperimentata in azienda e molto utile. Da un lato consente agli studenti di capire cosa vuol dire essere inseriti in un ambiente di lavoro. Tornano in classe più motivati e pronti a ripetere l’esperienza.
  • Servono ricerche mirate verso quelle aziende dove l’alternanza scuola lavoro possa funzionare al meglio.
  • Serve nobilitare le scuole professionali e tecniche.

 

Sfoglia la galleria fotografica dell’incontro.
Zoé alla scoperta di... Le dieci professioni digitali che mancano in Italia

 

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