Fondazione Zoé

Quale correlazione c’è tra legami sociali e qualità della vita? Se è vero che avere più amici fa bene alla salute, contano anche gli “amici virtuali” dei social network? Vi riportiamo un articolo di State of Mind che parla proprio di questo.

I soggetti, che hanno più amici e più legami sociali nell’ambito della comunità in cui risiedono, tendono a vivere più a lungo. Ricerche compiute a tal proposito hanno spiegato questa correlazione, asserendo che un maggiore supporto sociale, unito ad un coinvolgimento diretto nella comunità di appartenenza, ha degli effetti positivi sullo stato di salute individuale (Holt-Lunstad, Smith e Layton, 2010): infatti, aumenta le difese immunitarie (Cohen, Doyle, Skoner, Rabin e Gwaltney, 1997) e riduce la frequenza delle infiammazioni (Loucks, Berkman, Gruenewald e Seeman, 2006). Solitamente accade che le persone, che sono più integrate a livello sociale, abbiano uno stile di vita più salutare, con abitudini virtuose nel campo della salute. Le ricerche svolte fino ad ora, finalizzate a indagare gli aspetti sopra delineati, hanno studiato gli effetti delle interazioni sociali che avvengono di persona nel contesto di vita quotidiana.

Attualmente, molte persone coltivano le loro amicizie attraverso i social network. Frequentemente, i contatti sociali che avvengono attraverso i social network sono seguiti da occasioni nelle quali le persone si incontrano realmente ed instaurano fra loro delle vere e proprie amicizie. Ciò determina un miglioramento della qualità della vita e una diminuzione del rischio di mortalità. Se, però, i social network sono usati in maniera passiva, come se si guardasse la televisione, e questo non determina un incremento delle amicizie reali, i riverberi sulla salute dell’individuo sono negativi. A stabilire questo è stato uno studio statunitense, compiuto da ricercatori di varie università (Università della California, Northeastern University di Boston, Università di Harvard e Università di Yale) in collaborazione con il social network Facebook (Hobbs, Burke, Christakis, Fowler, 2016).

Per giudicare gli effetti sulla salute delle interazioni sociali che avvengono attraverso i social network, si è seguita l’attività su Facebook di dodici milioni di persone per sei mesi. Fra di esse, è stato formato un gruppo sperimentale che è stato comparato con un gruppo di controllo, tratto dalla popolazione su larga scala, costituito da persone con le stesse caratteristiche del gruppo sperimentale, che non avevano interazioni sociali tramite Facebook. È stato fatto, successivamente, un follow-up a distanza di due anni per stabilire se ci fosse stato un decremento della mortalità nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo. Nel gruppo di individui che utilizzava il social network Facebook si è trovata una diminuzione di mortalità, relativa, per esempio, al diabete, alle infezioni, all’infarto e alle malattie cardiovascolari. In conclusione, la ricerca ha stabilito che le interazioni sociali che avvengono anche attraverso i social network riducono il rischio di mortalità.”

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter