Fondazione Zoé

Cambio di direzione in Francia in tema di trapianto di organi. La nuova strategia per cercare di aumentare il numero dei donatori di basa sulla teoria dei nudge, ovvero, una leggera spinta che come un pungolo o come l’aiutino della mamma al suo piccolo per indirizzarlo alla giusta direzione, agirebbe come una motivazione che ci orienta, senza i limiti dei divieti o degli obblighi. In cosa consiste? Tutto si basa su una nuova legge di silenzio-assenso: tutti i francesi maggiorenni sono considerati da oggi in poi donatori e chi, viceversa, non ha intenzione di aderire, deve espressamente dichiararlo in un registro dei “non donatori” istituito appositamente, in cui gli “obiettori” possono anche segnalare se vogliono mettere a disposizione alcuni particolari organi, aderendo quindi in modo parziale al tacito assenso della donazione.

Un cambio di paradigma non da poco, insomma, che si spera possa permettere di superare il deficit di organi comune un po’ a tutti i Paesi. Come leggiamo nell’articolo di Huffpost di Johann Rossi Mason “Il tasso di donatori di organi in Germania non supera il 12%, mentre la vicina Austria vanta un invidiabile 99%. Come è possibile un simile fenomeno in presenza di così poche minime differenze geografiche e culturali (la media europea si aggira intorno al 16,9%)? In Germania vige un sistema in cui i cittadini di default non sono donatori e lo diventano se si scrivono volontariamente a un registro.

Il metodo si chiama opt-in ed è lo stesso che vige in Italia. I nostri invece hanno adottato il sistema opposto in cui tutti i cittadini sono donatori ma se non sono d’accordo possono cancellarsi. Negli Stati Uniti si stima che 10 ogni anno muoiono circa 10000 persone con organi adatti al trapianto che però non hanno espresso il loro consenso alla donazione, è in Gran Bretagna 9 inglesi su dieci sono favorevoli a rendere gli organi disponibili dopo la morte ma solo su uno su tre è effettivamente un donatore.

Servono quindi percorsi e politiche più semplici, come la possibilità di indicare lo status di donatore nella carta di identità così come previsto dal D. L. 194 del 2009 ma a che ancora attende i decreti attuativi da parte delle singole regioni, che vadano di pari passo alla ricerca scientifica. Solo così sarà possibile evitare quel triste tributo di 500 vite umane perse in attesa di un organo.

A oggi gli italiani che hanno deciso di registrare il consenso alla donazione di organi e tessuti al rinnovo della carta di identità sono oltre 380mila nelle 1350 amministrazioni che hanno attivato la procedura.

I dati del Centro Nazionale trapianti sono confortanti ma c’è ancora molto da fare: rene (2.086 nel 2016, erano 1.882 nel 2015); trapianto combinato rene-pancreas (53 nel 2016, erano 31 nel 2015); fegato (1.235 nel 2016, erano 1.094 nel 2015); cuore (267 nel 2016, erano 246 nel 2015); polmone (154 nel 2016, erano 112 nel 2015)”.

Fonte: Huffpost

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